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Notizie importanti sul mondo assicurativo

22-11-2019 15:47:30 | Autore: Marcolucio Losasso | Fonte: La Nuova del Sud

Legge Gelli, come cambiano polizze e responsabilità

L’obiettivo è chiarire il tema della responsabilità penale e civile in sanità

Il sensibile mutamento del settore sanitario, da assistenza ad azienda, da “sapienza” clinica a “certezza” scientifica, da reverenza ad aggressione, fino alla proliferazione di leggi specifiche, sta causando un ambiente che, al meglio, finisce per creare disorientamento, tra pazienti e professionisti, che oggi, nello spaesamento generale, stanno ingrossando il gruppo dei “frequentatori” di tribunali, per difendersi da accuse, più o meno fondate, di malpractice.

In conseguenza di questi mutamenti, negli ultimi 20 anni, si può osservare che la responsabilità medica è finita nell’occhio di un ciclone giudiziario e mediatico con richieste di risarcimento che presentano incrementi tali da mettere in difficoltà le finanze pubbliche e addirittura i bilanci dei “floridi” colossi assicurativi, molti dei quali si sono ritirati dal mercato della medmal, ritenuto troppo rischioso mentre i “coraggiosi” che sono rimasti hanno dovuto elaborare minuziosi cambiamenti alle condizioni per “calibrare” sempre più attentamente i contratti.

Questo circolo che vede in gioco lo strano abbinamento tra medici e assicuratori, in una “alleanza” che dovrebbe portare tranquillità alle 2 categorie, invece, finisce con impensierire gli assicuratori, che faticano a quadrare i conti, e distrarre gli operatori sanitari dalla loro principale occupazione.

Così il legislatore cerca di promuovere un equilibrio nel rapporto medico-paziente che permetta ai professionisti di lavorare con maggiore serenità e ai pazienti di attendersi cure migliori, sempre con attenzione ai “famigerati” conti pubblici, riducendo il contenzioso, foriero di maggiori costi, e il fenomeno della medicina difensiva, pericoloso anche e proprio per i pazienti.

L’ultima norma è rappresentata dalla legge Gelli che si pone, anche, l’obiettivo di chiarire il tema della responsabilità penale e civile in sanità, connesso alle polizze assicurative.

Conseguente alla Gelli, il Decreto sulle assicurazioni (ancora in bozza ma ormai pronto) con il quale pur “invadendo” il campo della libera contrattualizzazione, si irrigidisce la cornice entro la quale le compagnie dovranno operare, in quanto regola e determina i requisiti minimi delle polizze di medici e cliniche.

Appunto, la bozza del decreto attuativo disciplina:

  1. requisiti minimi di garanzia delle polizze medmal;
  2. requisiti minimi di garanzia delle analoghe misure in caso di assunzione diretta del rischio;
  3. regole per il trasferimento del rischio in caso di subentro;
  4. utilizzo di fondi rischi e riserva dei risarcimenti relativi ai sinistri denunciati.

Pare di leggere proprio un testo di polizza assicurativa! Evidenziamo gli aspetti salienti che regoleranno le coperture di medici e strutture. La polizza dovrà garantire il medico per la responsabilità contrattuale della libera professione o lo terrà indenne per le azioni di responsabilità amministrativa, rivalsa, surroga, esercitabili dall’azienda.

Ad ogni scadenza contrattuale, il premio varia in base alla presenza o meno di sinistri. I massimali obbligatori vanno dal minimo di € 1milione o 2milioni in base all’attività svolta.

Per le strutture, attenzione alle “misure analoghe”, definite come “misure per la copertura della responsabilità civile verso terzi e per la responsabilità civile verso prestatori d’opera che prevedono l’assunzione diretta, totale o parziale, del rischio da parte della struttura”, che permettono all’Ente di optare per una gestione del rischio in proprio, attraverso l’implementazione di opportuni e validi presidi organizzativi, tecnici, patrimoniali e contabili, per creare un sistema di garanzia alternativo all’assicurazione, formalizzato con atto dei vertici aziendali e specifica motivazione della scelta (attenzione all’impatto della maggior complessità gestionale sull’ampliamento della responsabilità degli amministratori).

Direttamente collegata, si pone la previsione del “Fondo rischi”, appostamento obbligatorio per la struttura che decide di operare mediante assunzione diretta del rischio, a copertura dei rischi individuabili al termine dell’esercizio che possono dar luogo a richieste di risarcimento, il cui valore è utilizzabile esclusivamente per il risarcimento dei danni. In aggiunta, è previsto anche il “Fondo riserva sinistri” per i risarcimenti relativi a sinistri denunciati nel corso dell’esercizio o di quelli precedenti non ancora pagati.

Insomma, la semplificazione che medici e pazienti attendono, pare passare per la maggiore articolazione dei temi relativi al rischio (in sanità) chiedendo ancora una volta ai protagonisti, aziende e professionisti, uno sforzo di concentrazione sul tema e, magari, sollecitando una riflessione circa l’opportunità di pensare all’assicurazione della RC professionale come un elemento specifico, di completamento, del proprio bagaglio professionale, meritevole della necessaria assistenza di un professionista esperto dello specifico settore, evitando di trattare la questione come se si acquistasse la garanzia del telefonino…

 

25-08-2019

Nuova convenzione assicurativa SICT

Milano, 25 agosto 2019
È con piacere che Losasso Broker Assicurazioni comunica di aver stipulato un'interessante convenzione assicurativa con la società SICT fondata nel 1948 che riunisce i maggiori esperti nel settore della chirurgia toracica.

Grazie a tale convenzione, gli iscritti SICT potranno godere di tariffe scontate, un servizio affidabile di gestione dei sinistri per coloro che sottoscriveranno il contratto di assicurazione, ma anche una consulenza telefonica gratuita per chiedere approfondimenti sulle polizze di responsabilità civile.

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08-01-2019

Come mettersi al riparo in questo difficile contesto economico: per Enti Pubblici, Imprese e Famiglie

Potenza, 08 gennaio 2019 - A Caffè Di Traverso, su La Nuova Tv (puntata andata in onda il 4 dicembre 2018), Giuseppe, Marcolucio e Daniele Losasso alla scoperta della figura del broker: in soccorso agli imprenditori in questo difficile contesto economico e agli amministratori alle prese con possibili grane inaspettate. Come mettersi al riparo dai rischi in sanità, pubblica amministrazione e imprenditoria... ma anche come agevolare la propria vita in sicurezza con servizi di assistenza ai propri familiari attraverso progetti mirati legati al welfare e alla famiglia.

Di seguito il video completo dell'intervista.

Fonte: LA NUOVA TV

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21-12-2018

Solidità del settore assicurativo Italiano

Roma, 20 dicembre 2018 - Le compagnie di assicurazione italiane superano lo Stress Test, avviato a maggio da EIOPA, per valutare la tenuta del settore europeo in condizioni di mercato avverse. L’Autorità di vigilanza ha coinvolto 42 gruppi di cui 4 italiani: Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo Vita, Poste Vita e Unipol Gruppo.

Lo stato di partenza delle imprese italiane ha confermato che la situazione di solvibilità del settore è solida, in media superiore rispetto a quella del campione europeo.

In tutti e tre gli scenari ipotizzati, seppure severi, il mercato italiano continua ad essere adeguatamente capitalizzato. Nello scenario “Yield curve up”, che delinea una situazione estrema di rialzo dei tassi di interesse, un contestuale peggioramento degli spread dei titoli obbligazionari, oltre a un deflusso di massa degli assicurati e a un incremento significativo dell’inflazione, l’indice di solvibilità continua ad essere positivo, anche se inferiore rispetto a quello del campione europeo.

Nello scenario “Yield curve down”, che ipotizza invece un periodo prolungato di tassi bassi accompagnato da un aumento della longevità, il settore assicurativo italiano mostra di essere in media più solido rispetto al campione europeo.

Nello scenario introdotto quest’anno, quello “Nat Cat”, che prevede 8 eventi catastrofali quali 2 terremoti con epicentri in Italia, 4 tempeste e 2 inondazioni localizzati nel resto d’Europa, il livello di solvibilità per le compagnie italiane rimane pressoché invariato.

Nel commentare i risultati emersi, la Presidente di ANIA Maria Bianca Farina ha dichiarato: “Lo Stress Test EIOPA evidenzia la capacità delle nostre imprese di fronteggiare situazioni di stress anche molto severe. Questa è l’ulteriore conferma dell’ottimo livello di capitalizzazione e dell’elevata affidabilità delle assicurazioni italiane”.

Fonte: ANIA

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15-12-2018

Discoteca Lanterna Azzurra senza assicurazione

ANCONA — Non è obbligatoria per legge ma non c’è nessuno nel mondo dello spettacolo che si azzarderebbe mai a organizzare un evento — a maggior ragione una serie di eventi — senza averla stipulata. Parliamo dell’assicurazione per i cosiddetti danni contro terzi: quella, per capirci, che risarcisce i clienti del locale nel quale si svolge la serata se per qualche motivo si feriscono o, peggio, se muoiono. I gestori della Lanterna Azzurra Clubbing non sono assicurati. Nessuna polizza per la responsabilità civile in caso di danni alle persone. L’ultima — stipulata con Unipol — era semestrale, è scaduta a dicembre dell’anno scorso e da allora non è più stata rinnovata. Da un anno, in sostanza, in quel posto sono state organizzate serate non coperte, diciamo così, da alcun ipotetico risarcimento, nemmeno se banalmente qualcuno fosse inciampato e si fosse slogato una caviglia. Non è successo niente fino a venerdì scorso. E adesso?

Fonte: Il Broker Assicurativo

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11-09-2018

La diffusione delle polizze vita in Italia

I numeri sulla diffusione dell'assicurazione vita in Italia sono facilmente consultabili visualizzando l'immagine allegata.

Fonte: Il Broker - Il Blog per l'intermediario Assicurativo

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03-05-2018

RC Auto: nella stesa città la tariffa può cambiare in funzione del CAP

Stesso assicurato, stessa automobile, stesso attestato di rischio, stessa città di residenza, ma tariffa RC notevolmente diversa; come mai? La ragione, spesso, si traduce in 3 lettere: Cap. Già perché secondo un’analisi fatta ad aprile 2018 da Facile.it, il principale sito di comparazione del settore, in alcune grandi città italiane vivere in un quartiere piuttosto che in un altro può far aumentare anche del 36,4% l’importo del miglior premio disponibile.

Simulando la richiesta di assicurazione di un profilo tipo (uomo, 42 anni, impiegato, coniugato, prima classe di merito da meno di un anno, che guida una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare), il sito ha evidenziato come risiedere in una zona o nell’altra della città, a volte anche solo da un lato o dall’altro della stessa strada, possa incidere sensibilmente su quanto si paga di assicurazione; se a Firenze la differenza di prezzo massima è tutto sommato contenuta (+2,15% fra chi risiede nell’area a migliore e quella a peggiore tariffazione), nelle altre città campione le diversità incidono sensibilmente sul premio.

Restano sotto la soglia psicologica della doppia cifra, magra consolazione, solo Genova (+8,25%) e, per meno di un soffio, Milano (+9,99%); la superano invece Roma (+10,73%), Torino (+11,90%), Bari (+18,60%) e, soprattutto, Napoli dove la migliore offerta disponibile per i Cap 80127, 80128 e 80129 è inferiore del 36,4% rispetto a quella disponibile per il Cap 80139.

È sempre così? No; alcune assicurazioni scelgono di mantenere in tutto il territorio urbano la medesima tariffa, ma questa, sempre secondo la simulazione fatta da Facile.it, è spesso maggiore rispetto alle migliori offerte di altre compagnie. Fanno eccezione, tra i capoluoghi presi in esame dal comparatore, Bologna, Venezia, Cagliari e Palermo dove, nonostante la differenza di Cap, la migliore offerta disponibile per gli automobilisti è identica.

Fonte: Il Broker - Il Blog per l'intermediario Assicurativo

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11-04-2018

Responsabilità medica

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 7260/2018, ha stabilito il risarcimento del danno in favore di un paziente, al quale era stata diagnosticata tardivamente una patologia neoplastica, per non avere questi potuto scegliere il da farsi nell’ambito di quanto la scienza medica offre per mantenere una salute residua fino al momento della morte o per programmare la sua persona in vista e fino al momento del decesso.

E’ stata, dunque, ritenuta meritevole di tutela risarcitoria sia la mancata scelta di una idonea terapia o di terapie palliative per alleviare le sofferenze patite sia la decisione del paziente di vivere le ultime fasi di vita nella consapevole accettazione della sofferenza e del dolore prima della fine.

Nella fattispecie, a seguito del colpevole ritardo diagnostico della patologia ad esito infausto da parte del medico, è stato leso il diritto all’autodeterminazione del soggetto in un momento particolare che è quello del confronto con la realtà della fine della vita.

Appurata la tardività della diagnosi e le condizioni del paziente derivanti dalla malattia, la violazione del diritto di quest’ultimo circa la possibilità di scegliere come vivere si configura quale lesione di un bene di per sé apprezzabile e tale da non richiedere l’assolvimento di alcun ulteriore onere probatorio circa le scelte di vita del paziente, diverse da quelle che avrebbe adottato se avesse conosciuto tempestivamente le proprie condizioni di salute.

Danno che giustifica la condanna del sanitario, chiamato a rispondere per il risarcimento di quanto  cagionato, sulla base di una liquidazione equitativa.

Autore: Avv. Gian Carlo Soave | Fonte: Il Broker - Il Blog per l'intermediario Assicurativo

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05-06-2016

In arrivo l'obbligo di assicurazione per gli Avvocati

Nell'ormai lontano 2012 fu stabilito l'obbligo per i liberi professionisti di stipulare unassicurazione della RC professionale (D.P.R. 137/2012- 14/08/2012) al fine di garantire i terzi (clienti) in caso di errori, omissioni e negligenza del professionista.

Nonostante ciò, gli Avvocati, ad oggi, vivono ancora una vacatio legis in quanto, per loro, l'obbligo non è ancora operativo dato che lart. 12 della Legge n. 247/2012 stabilisce che lentrata in vigore vada differita in attesa della determinazione, da parte del Ministero della Giustizia, delle condizioni essenziali della polizza (compresi i massimali), come aveva chiarito anche il CNF con il suo parere n. 35 del 24 giugno 2014.

Ecco che, oggi, allorizzonte, dopo circa 3 anni e mezzo dall'entrata in vigore della riforma forense, si scorge la fine della sospensione, data la probabile, prossima, emanazione del (tanto atteso?) decreto da parte del Ministero della Giustizia.

L'atto normativo dovrebbe dare attuazione all'obbligo per i professionisti forensi di stipulare la famigerata polizza assicurativa, tra laltro già prevista tra i requisiti essenziali per la regolare iscrizione all'Albo degli Avvocati, prevedendo anche la comunicazione, al Consiglio dellOrdine, degli estremi delle polizze assicurative e di ogni loro successiva variazione e la relativa sanzione per la mancata osservanza delle relative disposizioni che costituisce illecito disciplinare, oltre che, una volta in cui l'obbligo sarà entrato a regime, la cancellazione dall'Albo per la mancanza di uno dei requisiti essenziali previsti per l'esercizio della professione.

Ma i professionisti legali sono stati, pur soltanto in parte, più diligenti della Legge dato che già in molti hanno provveduto a stipulare una polizza di assicurazione che li tutela, patrimonialmente, proprio in caso di eventuali risarcimenti a favore di clienti danneggiati per colpa del loro avvocato

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31-07-2015

Concorso Nazionale di specializzazione in Medicina

È partito il secondo concorso nazionale per l'accesso alle Scuole di Specializzazione in Medicina. I candidati sono in tutto 13.188, le sedi di esame sono 261, per un totale di 432 aule e oltre 15.600 postazioni informatiche messe a disposizione per lo svolgimento delle prove che si terranno nell'arco di quattro giorni. Sono 454 i responsabili d'aula a cui si sommano i referenti tecnici e il personale di vigilanza. Inoltre, in collaborazione con il Ministero dell'Interno, saranno garantite da parte delle Forze dell'ordine misure di vigilanza ad hoc.

Fra le tipologie di Scuola più scelte dai candidati figurano: Anestesia Rianimazione Terapia Intensiva e del dolore, Radiodiagnostica, Medicina interna, Pediatria, Malattie dell'apparato cardiovascolare. Ogni candidato all'atto della domanda poteva scegliere fino a 3 tipologie di Scuola e massimo 2 per Area (Medica, Chirurgica, dei Servizi Clinici).

Nei giorni scorsi le Università coinvolte, in collaborazione con il Miur, hanno provveduto al controllo e al collaudo di tutte le postazioni. Il Ministero, nelle indicazioni operative inviate agli Atenei, ha chiesto che le postazioni siano allestite in modo da impedire potenziali interazioni fra i candidati e tentativi di copiatura. Ai candidati è vietato introdurre in aula manuali, testi, supporti cartacei, appunti, telefoni cellulari, palmari e ogni altro strumento idoneo alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati, pena l'immediato annullamento della prova da parte del responsabile d'aula.

I contratti di Formazione specialistica a disposizione sono 6.363, di cui 6.000 coperti con fondi statali, 363 da Regioni e altri enti. I contratti coperti con fondi statali sono 1.000 in più rispetto al precedente concorso.

La prova d'esame consiste nella soluzione di 110 quesiti a risposta multipla: 70 comuni a tutti i candidati, 30 comuni a ciascuna Area, 10 comuni per tipologia di Scuola. Al pari dello scorso anno, ai titoli saranno attribuiti fino a 15 punti di cui: fino a 2 punti per il voto di laurea e fino a 13 per il curriculum degli studi (fino a 5 per la media ponderata degli esami sostenuti, fino a 5 per il voto riportato negli esami fondamentali e caratterizzanti e fino a 3 per altri titoli).

I candidati avranno a disposizione computer privi di tastiera, non connessi a Internet, sui quali sarà possibile operare esclusivamente attraverso un mouse.

Le graduatorie saranno pubblicate giovedì 6 agosto 2015 sul sito riservato alle Specializzazioni a cui si accede dal portale www.universitaly.it.

Fonte Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

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29-07-2015

Cauzioni assicurative: attenzione alle polizze false

L'IVASS rende noto che è stata segnalata la commercializzazione di polizze fideiussorie contraffatte intestate alla compagnia ALPHA INSURANCE A/S con sede legale in Danimarca, la quale è abilitata ad operare in Italia in regime di libera prestazione di servizi in vari rami danni (tra cui i rami credito e cauzioni).

Limpresa rende noto che i consumatori potranno chiedere conferma dellautenticità dei contratti in essere a: IFC s.r.l. Insurance & Financial Consultant Via Gian Giacomo Porro 8 00197 Roma PEC: info@pec.ifc-insurancesrl.it

LIVASS raccomanda sempre di verificare, prima della sottoscrizione dei contratti, che gli stessi siano emessi da imprese e tramite intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dellattività assicurativa e di intermediazione assicurativa, tramite la consultazione del sito www.ivass.it, dove è possibile consultare gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia, il Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e lElenco degli intermediari dellUnione Europea.

Fonte: IVASS

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27-07-2015

Crediti commerciali e tempi medi di pagamento

Nel 2015 saranno 66 a livello globale i giorni medi di incasso per i crediti aziendali. Un dato ben inferiore a quello italiano che invece arriva fino a 98 giorni.
È questa la sintesi della filiera dei pagamenti disegnata dallultimo studio di Euler Hermes Payment Behavior Whos Paying The Piper.

La Società del Gruppo Allianz ha analizzato il divario di tempo che cè tra la fornitura di merci o servizi e il loro pagamento, quelli che tecnicamente vengono definiti i giorni medi di incasso o DSO (Days Sales Outstanding).

Secondo lo studio nel 2015 i giorni medi a livello globale resteranno invariati rispetto allo scorso anno sul livello di 66 giorni, destinati però a salire a 69 per i mercati emergenti.
Tra i virtuosi figurano la Russia (47 giorni), lOlanda (47 giorni), la Germania (53) e gli Stati Uniti (55).
Mentre i Paesi maggiormente colpiti dal fenomeno sono: Francia, Turchia, Italia, ma anche la Cina. Tra il 2007 e il 2015, i DSO per le aziende cinesi sono aumentati di 22 giorni.

Il ritardo cinese dipende soprattutto dal fatto che le imprese hanno cercato di conquistare clienti internazionali offrendo crediti di fornitura per ottenere nuovi contratti; dal rallentamento economico del Paese; ma anche dal fatto che il credito tra le imprese è diventato una delle principali fonti finanziarie alternative al credito bancario.

A livello di settori petrolio e gas sono quelli che hanno risentito di meno dellaumento dei tempi di pagamento, mentre tecnologia, beni industriali e automotive hanno subito ritardi più consistenti. In particolare i giorni mesi di tecnologia e beni industriali sono arrivati a 91 e 75.

In base ai dati commenta Ludovic Subran, Capo Economista di Euler Hermes le imprese continuano a fare affidamento sulle dilazioni dei pagamenti, in quanto non si intravede a livello globale una diminuzione dei tempi di incasso. I pagamenti sui mercati emergenti arrivano cinque giorni più tardi rispetto alle economie avanzate, mentre nel 2007 avvenivano 10 giorni prima. Le imprese devono fare maggiore attenzione ai segnali di difficoltà finanziaria fra i clienti del mondo emergente.

Per quanto riguarda lItalia, il nostro Paese rappresenta il fanalino di coda delle 15 economie analizzate dallo studio con una media di 98 giorni (erano 99 nel 2014). Il dato è molto elevato e diventa drammatico per alcuni settori come il chimico (148 giorni) e il tecnologico (149).

I tempi di incasso in Italia spiega Massimo Reale, Direttore Rischi di Euler Hermes Italia si confermano molto distanti dalle economie europee nonostante un lieve miglioramento registrato nellultimo esercizio in termini assoluti. Questi valori sono tuttora condizionati da una situazione di liquidità di breve termine ancora non ottimale e da alcuni indicatori di fiducia ancora al palo.

Le aziende italiane prosegue Reale sotto la pressione di margini sempre più ridotti, sono costrette a dilazionare sempre di più gli incassi pur di mantenere alto il valore della top line; ciò a patto di sfruttare la leva fornitori per finanziare le esigente del ciclo economico produttivo evitando così di ricorrere a fonti onerose del debito.

Fonte: EHI Journal

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02-07-2015

6 domande sulla responsabilita del direttore dei lavori durante un lavoro edile

Il direttore dei lavori è una figura importantissima durante un lavoro edile. Deve assicurarsi che i lavoratori facciano del loro meglio per far diventare realtà il progetto esattamente così come lo avete immaginato.

Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono le responsabilità del direttore dei lavori durante un lavoro edile.

Continua a leggere l'articolo su Fazland.com

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17-06-2015

Architetto risarcito dal comune per gara irregolare

In materia di risarcimento del danno da lesione di interessi legittimi pretensivi, in caso di accoglimento della domanda risarcitoria proposta dal partecipante alla pubblica gara illegittimamente pretermesso, questi ha diritto all'integrale risarcimento dei danni subiti, a fronte della colpa dell'amministrazione nel preferirgli un altro concorrente, qualora risulti accertato che se la gara si fosse svolta regolarmente ne sarebbe risultato vincitore.

Per quanto riguarda la quantificazione del danno, il giudice dovrà tener conto di tutte le circostanze del caso concreto nel liquidare sia il danno emergente che il lucro cessante (quali le spese sostenute per partecipare alla gara, il mancato guadagno per non aver potuto svolgere l'attività professionale, il mancato incremento del curriculum professionale).

Questo il principio di diritto affermato dalla Corte di Cassazione, sezione III civile, con la sentenza n. 11794 dell'8 giugno 2015.

LA VICENDA. Nel caso affrontato dalla Corte di legittimità, un architetto conveniva in giudizio un Comune per sentirlo condannare al risarcimento dei danni subiti in conseguenza del mancato conferimento di un incarico professionale.

L'architetto aveva partecipato ad una gara avente ad oggetto il conferimento di un incarico di progettazione di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) fornendo un curriculum nettamente superiore a quello degli altri partecipanti, ma l'incarico era stato affidato ad altro concorrente. Il TAR Calabria a seguito di suo ricorso aveva annullato la delibera per la mancata valutazione comparativa dei curricula, e aveva anche nominato un commissario ad acta affinché valutasse i titoli, il quale aveva deliberato che l'incarico doveva essere conferito al ricorrente perché dotato di un maggior punteggio.

Poiché però nelle more l'incarico era stato espletato, al professionista era rimasta preclusa la possibilità di subentrare all'originario aggiudicatario per redigere o proseguire il progetto, con conseguente perdita del diritto al corrispettivo.

Il Tribunale adito accoglieva la domanda dell'architetto ritenendo che, a fronte della illegittimità del provvedimento amministrativo, il danno subito dal professionista fosse in re psa, e condannava l'Amministrazione a risarcirgli il danno comprensivo delle due componenti del lucro cessante e del danno emergente.

Su appello dell'amministrazione comunale, la Corte d'Appello di Catanzaro riformava in parte la sentenza di primo grado riconoscendo all'architetto solo il danno emergente, che commisurava agli oneri economici sostenuti per preparare l'offerta e partecipare alla gara. Da qui il ricorso dell'architetto alla Cassazione.

I RILIEVI DELLA CASSAZIONE. In via preliminare, la Cassazione ha preso atto che la Corte d'appello ha concluso nel senso che sussistesse una colpa in concreto dell'amministrazione, che, alterando il corretto svolgimento della gara ha privato il ricorrente di un incarico lavorativo che altrimenti si sarebbe aggiudicato.

Ha quindi preso atto della sussistenza di tutti i presupposti per l'accoglimento della domanda di accertamento, della responsabilità extracontrattuale dell'amministrazione per attività amministrativa illegittima (adozione di un provvedimento amministrativo illegittimo, danno subito dal privato, nesso causale tra l'attività illegittima e il danno, colpa o dolo dell'amministrazione). Pertanto, ha condannato l'amministrazione a risarcire il danno.

Secondo la Cassazione, la Corte d'appello ha tuttavia sbagliato nell'applicare i criteri di quantificazione del danno laddove ha ristretto il danno risarcibile alla sola componente del danno emergente.

Qualora il giudice ordinario abbia accolto una domanda del privato volta ad ottenere il risarcimento dei danni da lesione degli interessi legittimi pretensivi, i criteri per la quantificazione del danno sono quelli ordinari, ovvero il giudice deve condannare l'amministrazione a risarcire il privato dell'intero pregiudizio economico patito, nelle sue due componenti del danno emergente e del lucro cessante (previo accertamento di merito in ordine alla sussistenza in concreto e all'ammontare delle due voci di danno).

IL DANNO SUBITO VA RISARCITO INTEGRALMENTE. Per la suprema Corte Non è corretta l'affermazione, contenuta nella sentenza impugnata, secondo la quale il contraente illegittimamente pretermesso non ha alcun diritto al risarcimento danno da lucro cessante perché non ha concluso alcun contratto e quindi non ha svolto in concreto alcuna attività in favore della Pubblica Amministrazione. Così opinando si svuota di contenuto il risarcimento danni da violazione degli interessi legittimi pretensivi: se l'accertamento dell'an del risarcimento è soggetto ai requisiti particolari, sopra indicati (in particolare, all'accertamento in concreto della colpa dell'amministrazione che non coincide don la semplice illegittimità del provvedimento amministrativo), la determinazione del quantum deve essere effettuata secondo i criteri di giudizio ordinari previsti per il risarcimento del danno extracontrattuale. Una volta che l'amministrazione sia stata ritenuta responsabile il danno subito va risarcito integralmente, quindi il soggetto che sia stato illegittimamente escluso, per comportamento colposo dell'Amministrazione, dalla conclusione di un contratto avente ad oggetto una prestazione lavorativa in favore dell'amministrazione conclude la Cassazione - va tenuto indenne anche del mancato guadagno che in concreto avrebbe percepito, accettato con indagine di merito.

Fonte: casaeclima.com

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16-06-2015

Corte dei Conti condanna 2 medici a risarcimento per colpa grave

I giudici della Corte dei Conti della Liguria hanno condannato al risarcimento di oltre 132 mila euro, per danno erariale, due medici dell'ospedale di Cairo Montenotte (Savona), per aver asportato erroneamente un rene a un paziente. L'ex primario dovrà risarcire 92.879 euro e il collega 39.805 euro.

I fatti risalgono al 2011, quando un 45enne albanese, con un solo rene, si era recato al pronto soccorso per una colica. I medici, nei giorni successivi, lo avevano sottoposto a un'operazione in laparoscopia per l'asportazione di una cisti sulla milza, ma erroneamente avevano asportato anche l'unico rene del paziente, quello sinistro.

L'uomo è stato così costretto a sottoporsi a nove mesi di dialisi e a un successivo trapianto. La procura contabile aveva chiesto un risarcimento di 200 mila euro anche per danno d'immagine, istanza non accolta dai giudici, che hanno condannato i due medici solo per il danno erariale.

I giudici contabili nella sentenza sottolineano come "dal complesso degli atti e dalle diverse consulenze tecniche non si può che ritenere sussistente la gravità della colpa" da parte dei medici. Non solo, per i giudici "un intervento in quella specifica area anatomica andava necessariamente effettuato con grande cautela, sia in previa sede diagnostica che nella fase di esecuzione, al fine di evitare eventuali danni all'unico rene".

Fonte: Tiscali: Cronaca

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10-06-2015

Citta metropolitana di Torino condannata a maxi risarcimento per la morte di Vito Scafidi

Nel Novembre del 2008, caddero degli enormi tubi di ghisa dimenticati da tempo nel controsoffitto del Liceo Darwin di Rivoli e per il ragazzo non ci fu nulla da fare mentre alcuni suoi compagni rimasero feriti, alcuni anche con danni permanenti.

Una morte che i giudici hanno definito un caso eccezionale e unico che ha motivato, secondo loro, la definizione di un risarcimento che per la prima volta in Italia supera i massimi tabellari previsti, incrementati per il caso specifico del 50% proprio perché, secondo il Giudice Anna Castellino, la straordinarietà della tragedia e il contesto in cui è avvenuta non sono privi di rilievo nella loro incidenza sulla entità del danno patito dai congiunti.

Lesborso della cifra sarà a carico dellormai ex Provincia di Torino (ora Città metropolitana).

Per la stessa vicenda, lo scorso 3 febbraio, la Cassazione aveva reso definitive sei condanne: si tratta di tre funzionari della provincia di Torino e tre docenti, in servizio presso il liceo di Rivoli, ritenuti responsabili della sicurezza dellistituto scolastico e quindi della mancata osservanza delle regole di prevenzioni infortuni.

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28-05-2015

Progetto ANIA Cares per i traumi psicologici da incidenti stradali

Fornire un aiuto qualificato per reagire dopo un incidente stradale, superando le conseguenze psicologiche per danni fisici permanenti o per la perdita di una persona cara. E questo lobiettivo di ANIA Cares, il progetto di assistenza psicologica offerto alle vittime di incidenti stradali e ai loro familiari, nato per volontà della Fondazione ANIA, presentato questa mattina nella sede romana dellassociazione dal Presidente Aldo Minucci.

Il progetto, operativo nella prima fase grazie ad accordi con strutture sanitarie a Milano, Roma e Firenze, è nato per il forte impatto emotivo che gli incidenti stradali creano su tutti coloro che ne sono coinvolti. Infatti ai danni fisici, spesso si accompagnano conseguenze psicologiche che cambiano per sempre la vita delle persone. Dopo aver subito un primo grave trauma fisico o psicologico, le vittime o i familiari ne sopportano un secondo, che il più delle volte, non viene riconosciuto. Per questo, si è voluto compiere un atto di civiltà che potrebbe colmare questo gap di attenzione nei confronti dei macrolesi e dei parenti delle persone decedute di cui è responsabile anche il settore assicurativo.

Per questo la Fondazione ANIA, in collaborazione con la Facoltà di Psicologia della Sapienza Università di Roma e con la Polizia Stradale, ha creato il progetto ANIA Cares, grazie alla collaborazione con un gruppo di lavoro formato da psicologi ed esperti di fama mondiale. Tra questi, lo psicologo e psicoterapeuta Roger Solomon, consulente del Senato degli Stati Uniti, della Nasa, dellFbi e di varie forze dellordine, che ha seguito le vittime di tragedie come gli attacchi terroristici dell11 settembre. Del progetto, coordinato da Annamaria Giannini, docente ordinario alla facoltà di psicologia della Sapienza Università di Roma, fanno parte, tra gli altri, Massimo Ammaniti, professore emerito di Psicopatolgia dello sviluppo, Cristiano Violani, Preside della facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma.

Grazie alla consulenza degli esperti, è stato tracciato il primo protocollo specialistico a livello mondiale per il trattamento del trauma psicologico dovuto ad un incidente stradale e di sostegno alle vittime stesse e ai loro familiari. Un modello che, oltre a migliorare il rapporto tra settore assicurativo e vittime degli incidenti stradali, rappresenta un sistema di intervento mai visto prima. Oltre al protocollo terapeutico, il progetto prevede la formazione di tutte quelle figure professionali che, a vario titolo, hanno contatti con le vittime di incidenti stradali e i loro familiari: dalle forze dellordine che intervengono al momento dellincidente, passando per i medici legali ed i liquidatori assicurativi. In tal modo viene realizzato un approccio integrato ma differenziato rispetto ai differenti momenti di contatto con le vittime.

ANIA Cares avrà durata triennale: si passerà dallelaborazione del protocollo di intervento alla sperimentazione su alcuni casi, che diventeranno alcune centinaia nel momento in cui liniziativa sarà a regime. Il progetto è stato testato nel corso dellultimo anno e lintervento sarà fin da ora possibile su una decina di casi che potranno essere segnalati al numero telefonico 06 32688593. Nei prossimi mesi sarà disponibile un numero verde collegato ad una rete di psicologi a livello nazionale che saranno reperibili 24 ore su 24.

Fonte: ANIA

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27-05-2015

Gli Ingegneri possono accedere al fondo di garanzia PMI

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha diffuso una circolare che illustra le modalità per laccesso degli ingegneri professionisti al fondo di garanzia. Zambrano: Un provvedimento rilevante che favorisce laccesso al credito anche da parte di chi non è strutturato e organizzato sotto forma dimpresa. Per gli ingegneri che esercitano la libera professione si tratta di unimportante opportunità.

Arrivano le linee guida per laccesso degli ingegneri liberi professionisti al Fondo di Garanzia PMI. Sono state diramate attraverso una circolare del Consiglio Nazionale degli Ingegneri che riprende il documento elaborato sullargomento dal suo Centro Studi. Comè noto, il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso operativo, a partire dal 10 marzo 2014, laccesso da parte dei liberi professionisti al Fondo di Garanzia PMI. Ha disposto, in particolare, che un libero professionista che si rechi presso una banca o altro intermediario finanziario per la richiesta di un prestito o per anticipazione di liquidità, possa essere garantito dallo Stato, tramite lapposito Fondo.

Si tratta di un provvedimento rilevante ha commentato Armando Zambrano, Presidente del CNI - finalizzato a favorire laccesso al credito anche da parte di chi non è strutturato e organizzato sotto forma dimpresa, ma opera viceversa nellambito del lavoro autonomo. Per gli ingegneri che esercitano la libera professione si tratta di unimportante opportunità.

Questo risultato ha concluso Zambrano - è il frutto del lavoro congiunto che, come CNI e Rete delle Professioni Tecniche, abbiamo svolto col Sottosegretario allo sviluppo economico Simona Vicari che si è rivelato un interlocutore prezioso.

Come specificato nel documento, al Fondo di Garanzia possono accedere sia le imprese che i liberi professionisti. A questi ultimi è riservato fino ad un massimo del 5% dellammontare del fondo medesimo. E importante precisare che non è il singolo professionista a dover contattare o attivare una pratica presso il gestore del Fondo. Al momento di una richiesta di finanziamento presso una banca, il professionista dovrà solo indicare di voler usufruire della garanzia del Fondo PMI. Sarà poi la banca stessa a provvedere ad attivare la procedura.

Come specifica il documento del CNI, il Fondo permette ai professionisti iscritti agli Ordini di usufruire di apposite garanzie a fronte di finanziamenti richiesti e concessi da istituti bancari, società di leasing o da altre tipologie di intermediari finanziari. Il Fondo, ad esempio, può garantire: operazioni a fronte di un investimento (acquisto di strumenti per lesercizio della professione); operazioni di liquidità finalizzate al pagamento dei fornitori e del personale; operazioni di consolidamento delle passività a breve termine presso una banca; operazioni di rinegoziazione dei debiti a medio/lungo termine; operazioni di fidejussione connesse alle attività proprie del professionista o del suo studio professionale.

Occorre precisare che Il Fondo non garantisce il 100% della somma richiesta, ma una cospicua parte di essa, fino ad un massimo di 2,5 milioni di euro per alcune tipologie di operazioni (come lanticipo crediti PA) e fino ad un massimo di 1,5 milioni di euro per altre tipologie di operazioni (come il finanziamento per investimenti). La parte eventualmente eccedente non è garantita dal Fondo.
Le procedure sono snelle e rapide. Una volta inoltrata la richiesta direttamente alla banca, in tempi brevi vengono verificati i requisiti di accesso e adottata, da parte dellente gestore del Fondo, la delibera con cui si decide laccoglimento o il respingimento della domanda.

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22-05-2015

RCAuto: in arrivo la dematerializzazione del contrassegno

È stato pubblicato sul sito dellIVASS il Regolamento n. 9 del 19 maggio 2015, recante la disciplina della banca dati attestati di rischio e dellattestazione sullo stato del rischio.

Con lemanazione del Regolamento si conclude la prima fase del progetto dematerializzazione dellattestato di rischio. Essa è frutto di un proficuo confronto con gli operatori del mercato, imprese ed intermediari, e con le associazioni dei consumatori, nonché dei numerosi contributi offerti in sede di pubblica consultazione (si vedano gli esiti pubblicati sul sito dellIVASS). E prevista una seconda fase che consentirà di passare dallattestato di rischio c.d. statico (che fotografa la situazione corrente) allattestato dinamico, generato nel continuo dal sistema, così da renderlo più aggiornato, ancora più efficace per il contrasto dei fenomeni elusivi, meglio armonizzato rispetto alle situazioni degli altri Paesi UE.

I risultati attesi in questa prima fase riguardano una significativa riduzione, per le imprese, dei costi complessivi dellattività; un notevole vantaggio per un ridotto uso della carta; una maggiore rapidità ed efficacia nelle comunicazioni con i clienti; un processo assuntivo del ramo r.c.auto più snello, sollevando, nel contempo, gli assicurati dalladempimento, fino ad oggi a loro carico, di consegna dellattestato di rischio allassicuratore, in sede di stipula del contratto.

Non ultimo, la nuova disciplina rappresenta un rilevante strumento per contrastare le frodi collegate con la falsificazione degli attestati cartacei.

LIVASS auspica che la nuova disciplina, assieme alle numerose altre iniziative già avviate dallIstituto, possa contribuire in misura significativa allefficienza del sistema e alla riduzioni dei prezzi effettivi delle polizze r.c.auto.

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20-05-2015

Polizze RCA gratuite: ANIA pronta ad attuare la disposizione IVASS

Con riferimento alla lettera inviata oggi dallIVASS alle imprese di assicurazione RC Auto, ANIA prende atto del chiarimento dellIVASS volto a interpretare, in modo diverso rispetto al passato, le regole che disciplinano lassegnazione della classe bonus/malus per gli assicurati che hanno beneficiato di una polizza gratuita offerta allatto dellacquisto di una autovettura (c.d. polizza con franchigia) e coerentemente attuate dalle compagnie.

Questi automobilisti potranno recuperare la propria storia assicurativa pregressa oppure potranno beneficiare, sia pure un anno dopo lacquisto, del c.d. bonus familiare previsto dal decreto Bersani che consente di usufruire della classe di merito più conveniente nellambito dei nuclei familiari.

Si tratta di una realtà che ha riguardato poche migliaia di automobilisti, un numero importante ma esiguo rispetto al complesso degli oltre 40 milioni di assicurati. In particolare, lIVASS ha motivato lintervento che interpreta diversamente il Regolamento n. 4 del 2006 per le sole polizze gratuite per superare le incongruenze della regolamentazione in essere che non consentivano alle imprese di valorizzare la storia assicurativa pregressa o di riconoscere il bonus familiare.

Viene così risolto un problema che lAssociazione aveva portato allattenzione da alcuni mesi. Le imprese sono pronte ad adeguarsi da subito alla nuova disciplina e verificheranno la presenza dei requisiti per lapplicabilità delle nuove disposizioni alle polizze gratuite già scadute.

Fonte: ANIA

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19-05-2015

Risarcimento per errore chirurgico a Vallo della Lucania

Un caso di malasanità arriva dallospedale San Luca di Vallo della Lucania. Dopo un intervento per lasportazione della tiroide una donna di 53 anni torna a casa con gravi difficoltà respiratorie e una paralisi alle corde vocali.

Un caso riconosciuto anche dal tribunale vallese, che con sentenza emessa nel 2012 dal giudice Valeria Campanile ha condannato lAsl di Salerno al risarcimento danni di quasi 300 mila euro.

FONTE: Positano News

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15-05-2015

Danno erariale accertato dalla Corte dei Conti per ex presidente della provincia di Bolzano

La Corte dei Conti ha condannato lex presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, ad un risarcimento per danno erariale del valore di 385.890,36 euro.

La magistratura contabile ha riscontrato una colpa grave di particolare intensità relativa allutilizzo del fondo riservato che secondo i giudici è stato gestito con colpevole atteggiamento di elevata discrezionalità.

La Procura contabile aveva chiesto una cifra di 1 milione e 600.000 euro, non riscontrata dalla sentenza in quanto lazione risarcitoria si è dovuta fermare agli ultimi 5 anni non trovando conferma lipotesi delloccultamento doloso del danno.

Assolti i funzionari provinciali coinvolti nella vicenda.

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14-05-2015

Incendio devastante colpisce ospedale civile di Venezia

Hanno lavorato per tutta la notte i vigili del fuoco per domare e mettere in sicurezza gli edifici devastati dal furioso incendio scoppiato verso le 20 di mercoledì all'interno dell'ospedale civile "Santi Giovanni e Paolo" - nell'ala storica del Rio delle Mendicanti, solo da poco liberata dai pazienti di Medicina trasferiti al nuovo Padiglione Jona - facendo crollare una parte del tetto e lambendo una finestra della chiesa. Il rogo è divampato dal secondo piano dell'edificio, espandendosi verso il tetto: nelle stanze sottostanti al piano terra e al primo piano (danneggiate dal passaggio dell'acqua) si trovavano il reparto per la dialisi e il laboratorio di analisi, che l'Asl 12 ha provveduto a trasferire. Il Laboratorio di analisi è inagibile e, pertanto, la direzione generale ha deciso di allestirne uno provvisorio per le urgenze di necessità dell'Ospedale civile in un'altra ala del nosocomio, mentre i campioni per le analisi di routine saranno trasferiti al laboratorio di Mestre, pur continuando a operare il Centro prelievi. Già in mattinata, i quindici pazienti che si dovevano sottoporre a dialisi - che usufruiscono di un servizio di trasporto dell'Asl - sono stati portati all'Angelo, per la terapia.

Le fiamme e una densa coltre di fumo nero si sono levate dall'area del rio dei Mendicanti, nei padiglioni storici che ospitavano i reparti di Medicina, da pochi mesi trasferiti al nuovo vicino Padiglione Jona. Una densa colonna di fumo nero è ben visibile da buona parte della città e l'odore acre si sente fino al Ghetto.

La prima barca dei vigili del fuoco è arrivata sul posto alle 20.10. I pompieri sono arrivati in forze richiamando tutte le squadre disponibili: tre "partenze" dei vigili del fuoco si sono così dirette dalla caserma di Ca' Foscari a sirene spiegate verso le Fondamenta nuove e sono entrate nel rio dei Mendicanti, attraccando vicino alla chiesetta dei Mendicanti.

Le fiamme sono scaturite dal terzo piano dell'edificio che si trova accanto alla chiesa. Finora la struttura era stata usata come reparto di Medicina prima del trasferimento nei nuovi edifici e proprio dietro c'è il pronto soccorso, uno dei reparti più moderni. L'area era stata quindi dismessa e lasciata vuota e senza personale.

Il procuratore aggiunto Adelchi d'Ippolito è andato nella mattinata di giovedì in soralluogo al santi Giovanni e Paolo. "Naturalmente accerteremo le cause dell'incendio, ma al momento non vi sono elementi che facciano pensare a un'ipotesi di dolo", commenta d'Ippolito, "le attività dell'ospedale non sono precluse, perché è stata posta sotto sequestro solo la parte d'immobile danneggiata"
Anche il presidente della Regione, Luca Zaia (cancellando un impegno elettorale in Cadore), ha annunciato per le 11.30 una visita al Civile.

Il rogo si è sviluppato all'interno di un quadro elettrico del secondo piano dell'edificio sul rio delle Mendicanti, allargandosi al terzo fino a sfondare il tetto. Le fiamme si sono alimentate anche grazie al fatto che il reparto è stato da poco lasciato vuoto, con il trasferimento dei pazienti al nuovo padiglione Jona: nelle sale sarebbero però stati trovati contenitori di solventi che potrebbero aver alimentato le fiamme. L'impianto antincendio ha rilevato il fumo contemporaneamente ad alcuni passanti che si trovavano lungo la fondamenta dei Mendicanti.

Verso le 21 i testimoni hanno cominciato a vedere le fiamme anche all'esterno, dopo che le fiamme avevano invaso l'intero sottotetto uscendo dai coppi.

Il comando provinciale dei vigili del fuoco ha fatto convergere a Venezia anche le squadre della terraferma, addirittura da Cavarzere, segno che la situazione si è fatta seria con il passare delle ore. Dalla Marittima è stato fatto partire verso l'ospedale anche il rimorchiatore dei pompieri munito di cannoni ad acqua ad altissima pressione.

Secondo l'Asl 12 nessuno dei degenti ospitati all'interno dei reparti è stato spostato, ma tutto il personale smontante è stato trattenuto e altri infermieri e medici si stanno recando da casa nei rispettivi reparti per un'eventuale ordine di trasferimento.

Verso le 22 è crollata una parte del tetto dell'edificio. Il boato è stato sentito da numerosi testimoni. Secondo un medico in servizio all'interno dell'ospedale nel reparto la tensione è cresciuta e alcuni pazienti hanno chiesto di poter essere trasferiti. E' invece chiaro che al momento i pazienti non corrono alcun pericolo e che tutto il personale è comunque già pronto a intervenire.

Fonte: La nuova di Venezia e Mestre

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13-05-2015

Rischio infortuni per gli infermieri

E' stato presentato in Senato il risultato dello studio "Prendersi cura di chi cura" condotto da ANMIL (Associazione Nazionale Lavoratori Mutilati ed Invalidi del Lavoro) riguardante l'incidenza degli infortuni e delle malattie professionali nel comparto sanitario. Il dato che spicca è la netta prevalenza dell'incidenza degli infortuni nella componente femminile del personale sanitario, sia in termini assoluti (600000 giornate lavorative perse) che relativo.

Il presidente ANMIL Bettoni ha illustrato i dati alla presenza dei presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato (Damiano e Sacconi), del direttore generale INAIL (Lucibello), della presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro (Fabbri) e del presidente CIV INAIL (Rampi).

La movimentazione dei carichi risulta la principale causa di infortuni e malattie professionali, ma non è assolutamente trascurabile l'effetto del burn out, che incide pesantemente sulle condizioni psicofisiche delle lavoratrici e le espone maggiormente al rischio di infortunio e malattia, ed è prevalentemente legato al prolungato e continuativo contatto con la sofferenza e la malattia, oltre che alle condizioni di lavoro e di gratificazione professionale. Rischi che gravano molto di più sulla componente femminile del personale, non soltanto per la prevalenza della composizione di genere nel comparto (oltre il 60% degli operatori sono donne), secondo ANMIL.

Dagli interventi dei numerosi partecipanti allo studio, è emerso inoltre come il quadro normativo sia inadeguato a garantire alle lavoratrici idonee tutele di fronte a questi rischi e, di conseguenza, quanto sia necessario porre in atto misure di correzione e regolamentazione diverse e più incisive.

Un primo passo in tal senso può essere rappresentato dal DDL presentato dalla sen. Amati, ma senza dubbio serve di più. Non trascurabile, infine, il rischio per le operatrici sanitarie di incorrere in violenze e aggressioni da parte di pazienti, parenti, ecc, che la cronaca ci dimostra siano numerose e, purtroppo, tutt'altro che occasionali, nelle strutture sanitarie.

(di Chiara D'Angelo)
Fonte: Infermieristicamente.it

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07-05-2015

Incendio a Roma Fiumicino

Imponente incendio divampato nella notte tra Mercoledì e Giovedì nellaeroporto di Roma Fiumicino, che ha interessato il lavoro dei Vigili del Fuoco per tutta la nottata, prima di spegnere le fiamme.

Diverse persone sono rimaste intossicate, tra cui 3 individui estratti dai pompieri, e circa 15 soccorritori, nessuno dei quali, comunque, ha avuto bisogno di essere portato in ospedale.

Ovviamente notevoli i disservizi, ancora non del tutto rientrati, tanto che solo nel pomeriggio di oggi lEnac informava che lo scalo di Roma Fiumicino era ritornato operativo pur con capacità ridotta proprio in seguito alle problematiche connesse all'incendio, ormai spento, con pesanti ritardi subiti dai voli.

Laeroporto ha riportato ingenti danni nell'area del Terminal 3, dato che fiamme e fumi hanno interessato circa 400 mq di struttura. La parte dei varchi per gli imbarchi è ridotta in cenere, la zona commerciale pesantemente compromessa, con molti negozi andati distrutti.

Seriamente compromessa anche lattività dello scalo per il cui ripristino si parla di mesi, considerando anche i necessari controlli da completare sulla struttura, perché lincendio potrebbe averne messo in pericolo la stabilità.

Intanto si indaga sulle cause, con la procura di Civitavecchia che ha aperto una inchiesta per incendio colposo contro ignoti, disponendo il sequestro dell'intera area interessata dalle fiamme.

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06-05-2015

Raccolta premi assicurativi 2014

Sulla base delle informazioni fornite anticipatamente dalle imprese di assicurazione operanti in Italia e dalle rappresentanze in Italia di imprese aventi sede legale in paesi europei ed extra europei, lANIA ha raccolto i dati relativi ai premi lordi contabilizzati nel 2014 per il lavoro diretto italiano dei rami Danni e dei rami Vita. Le informazioni sono da considerarsi ancora provvisorie.

Hanno partecipato alla rilevazione tutte le 121 imprese nazionali e le 2 rappresentanze di imprese extra europee che hanno contabilizzato premi nel 2014. Sono state invece 61 le rappresentanze di imprese europee ad aver aderito alla rilevazione statistica rispetto alle 91 ammesse ad operare in Italia in regime di stabilimento; in termini di quota mercato si stima che queste rappresentino tuttavia circa l80% del totale (in particolare il 95% nel settore Danni e il 70% nel settore Vita).

Raccolta Premi Complessiva Nel 2014 la raccolta complessiva dei premi delle imprese di assicurazione nazionali e delle rappresentanze per lItalia di imprese extra europee è stata pari a 143,3 miliardi con una crescita, in termini omogenei, del 20,6% rispetto al 2013 (Tav. 1). La dinamica è il risultato di un aumento significativo dei premi del settore Vita (+29,9%) e di una diminuzione di quello Danni (-2,7%). Lincidenza dei premi totali (Vita e Danni) sul Prodotto Interno Lordo è conseguentemente cresciuta, passando dal 7,4% nel 2013 all8,9% nel 2014.

Anche le rappresentanze di imprese europee operanti in Italia in regime di stabilimento hanno registrato una variazione positiva (+2,2%) dei premi contabilizzati. Nel dettaglio, i premi del settore Danni sono diminuiti (-2,9%), mentre quelli del settore Vita sono risultati in aumento (+9,9%).

Rami Vita Nel 2014 la raccolta premi nei rami Vita ha superato i 110 miliardi con una crescita del 30% rispetto al 2013 (Tav. 2); questo aumento fa seguito a quello già registrato nel 2013 (+22%), dopo la forte diminuzione registrata nel biennio 2011-2012 (-23% in due anni).
Nel 2014, i prodotti di ramo I - Vita umana hanno contabilizzato oltre 82 miliardi di premi, il valore più elevato mai registrato in questo ramo, con un aumento del 27%. In crescita anche la raccolta premi di tutti gli altri rami. Nel dettaglio sono cresciuti del 41% i premi delle polizze di Ramo III Polizze Linked, per un volume di quasi 22 miliardi, rappresentando circa il 20% dei premi totali. Stessa percentuale di crescita si è registrata per le polizze di ramo V Capitalizzazione i cui premi sono stati pari a 4,6 miliardi (4,2% del totale). Il ramo VI Fondi Pensione ha raccolto premi per 1,4 miliardi in crescita del 9% mentre le polizze di Ramo IV Malattia (con appena 67 milioni di raccolta premi) sono cresciute del 29%.
Lincidenza della raccolta Vita sul Prodotto Interno Lordo è aumentata di 1,5 punti percentuali passando dal 5,3% nel 2013 al 6,8% nel 2014.

Per quanto riguarda le rappresentanze in Italia di imprese UE, i premi contabilizzati alla fine del 2014 sono stati pari a 3,2 miliardi con una crescita di quasi il 10%. In particolare il ramo III Polizze Linked ha contabilizzato premi per circa 2,7 miliardi, ossia l84% dei premi totali raccolti da tali imprese.

Rami Danni Nel 2014 la raccolta premi nei rami Danni è stata pari a 32,8 miliardi con un calo del 2,7% rispetto al 2013 (Tav. 3).
La dinamica è il risultato di:
una diminuzione nel settore Auto, i cui premi hanno registrato una flessione del 5,8%; più specificatamente, -6,5% nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi e -1,1% nel ramo Corpi veicoli terrestri. La diminuzione del volume premi del ramo R.C. auto nel 2014 è coerente con il calo del premio medio stimato dallANIA nellordine del 6,0% rispetto allanno precedente e con un parco di veicoli assicurati sostanzialmente invariato;
un lieve aumento negli altri rami Danni i cui premi sono cresciuti dell1,2%. Allinterno di questo macro-settore i premi dei seguenti rami hanno registrato una variazione positiva: Perdite pecuniarie (+12,2%), Assistenza (+8,4%), Corpi veicoli ferroviari (+6,6%), Tutela legale (+5,6%), R.C. Aeromobili (+4,8%), Altri danni ai beni (+4,3%), Cauzione (+1,2%), Infortuni (+0,6%) e Incendio (+0,5%). I rami invece in calo sono stati Corpi veicoli aerei (-19,9%), Credito (-17,7%), Merci trasportate (-9,8%), Corpi veicoli marittimi (-4,2%), Malattia (-0,8%) e R.C. Generale (-0,6%).

Lincidenza dei premi degli altri rami Danni sul totale premi del comparto è salita dal 44,6% del 2013 al 46,3% del 2014 mentre quella del settore Auto è diminuita dal 55,4% al 53,7%. I rami più rappresentativi, in termini di market share (dopo il settore Auto), rimangono gli Infortuni (9,1%), il ramo R.C. Generale (8,6%) e il ramo Altri danni ai beni (8,5%).
Nel 2014, lincidenza della raccolta Danni sul Prodotto Interno Lordo è stata pari al 2,0%, in lieve riduzione dal 2,1% nel 2013.

Le rappresentanze di imprese aventi sede legale nei paesi europei hanno contabilizzato premi per 4,3 miliardi, in diminuzione del 2,9% rispetto al 2013. Oltre che nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi che, per queste rappresentanze costituisce il 19% del business danni complessivo, si registra unimportante raccolta nel ramo R.C. Generale (21%), nel settore Credito e Cauzioni (12%) e nel ramo Infortuni (9,5%). Mentre il ramo R.C. Auto registra una contrazione dei premi anche più marcata rispetto a quella delle imprese italiane (-15,8%), i premi degli altri rami danni sono risultati in lieve crescita (+1%), in linea con quanto registrato dalle imprese italiane.

Nel commentare i dati il Presidente ANIA Aldo Minucci ha sottolineato: Ci riteniamo soddisfatti per landamento del ramo Vita che conferma la fiducia che gli italiani, in questi anni di crisi economica, ripongono nel settore assicurativo, sia per la sua solidità e forza patrimoniale sia per i significativi rendimenti che le compagnie di assicurazione con le gestioni separate sono in grado di offrire ai propri risparmiatori. Il calo del ramo Danni è invece dovuto principalmente a una diminuzione dei premi della R.C. Auto, che attesta la tanto attesa riduzione dei premi delle polizze, conseguenza di una accentuata competitività delle imprese e di una lieve riduzione della frequenza dei sinistri. Complessivamente limportanza che il settore assicurativo sta assumendo nel nostro Paese è dimostrato anche dalla crescita della raccolta premi sul PIL, che è passata dal 7,4% nel 2013 all8,9% nel 2014.

Fonte: ANIA

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04-05-2015

ASL paga 1 milione per errore in sala parto

Nacque nel 2013 in un ospedale rientrante nella circoscrizione dell'ASL 2 di Lucca, riportando danni permanenti causati da mancanza di ossigeno,

La famiglia aveva avanzato richiesta di risarcimento in sede civile, instaurando un contenzioso che nei giorni scorsi si è chiuso con una proposta dellASL di liquidare la somma di 1 milione di euro a chiusura del contenzioso.

Secondo il legale della famiglia del neonato, i sanitari dellospedale S. Francesco Barga non seguirono correttamente il protocollo che prevede un monitoraggio cardiotocografico fetale adatto a consentire la registrazione della frequenza cardiaca fetale e della contrattualità dellutero, segnali utili a informare sulla grave situazione del feto e indirizzare i medici a optare per un parto cesareo che poteva evitare linsorgenza dei danni riportati dal neonato.

La chiusura della trattativa con i familiari del bimbo, con laccettazione della proposta avanzata dallASL, non chiude le procedure amministrative collegate al sinistro.
Il fascicolo verrà, infatti, trasmesso alla procura regionale presso la Corte dei Conti che valuterà leventuale sussistenza del dolo o della colpa grave dei sanitari coinvolti per decidere se avanzare lazione di rivalsa nei loro confronti.

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04-05-2015

Cyber security: rischio strategico di azienda

Il posto di lavoro sta subendo da diversi anni cambiamenti continui determinati da diversi fattori, tra cui la recessione economica, gli avanzamenti tecnologici e i nuovi modelli organizzativi. Tra questi, la mobilità del personale è una fenomeno dirompente, come indica una recente indagine di Idc: il 37 percento della forza lavoro mondiale opererà in mobilità entro la fine dellanno in corso.

Questo fenomeno, che qualcuno ha definito del dipendente connesso, ha un profondo impatto sulle organizzazioni e sulle interazioni dei team di lavoro.
Ma uno degli aspetti di questo trend riguarda oltre che i sistemi di lavoro anche la modalità con la quale si accede a dati e informazioni confidenziali, oltre che il modo in cui vengono protette.

E utile anche una considerazione di tipo più sociologico e piscologico. Recenti ricerche indicano chiaramente che il personale si sente sicuro e ha fiducia sia nei sistemi di protezione che usa sia nei siti che utilizza. Si tratta di una fiducia intrinseca che lascia alle aziende il compito di proteggere il team di lavoro, mentre in realtà questo senso di (falsa) fiducia è innegabilmente un punto debole nella cyber security e anzi una fonte ulteriore di rischio.

Un esempio potrebbe essere la scarsa consapevolezza di schemi di rottura della sicurezza come quelli tuttora in atto con Heartbleed. Una falla di questo tipo espone lorganizzazione a molteplici rischi aprendo una porta agli hacker.

Inoltre è pericoloso il comportamento stesso del personale che utilizza la rete aziendale per transazioni personali, in particolare home banking, shopping e social media. Questo viene fatto con la costante fiducia che un simile comportamento abbia solo un profilo moderato di rischio sui dati aziendali. E convinzione diffusa che sia lazienda per cui il personale lavora a dover provvedere anche alla sicurezza dei dispositivi personali. La fiducia è tale che, anche in presenza di rischio, il personale non cambia le proprie abitudini e nemmeno si preoccupa di differenziare la propria password in funzione dei diversi siti Web che visita.

Il quadro che ne esce è quello di un alto profilo di rischio aziendale causato dal comportamento dei dipendenti, oltre che da quello dellambiente di lavoro.

Sono dunque le imprese ad essere chiamate a mettere a punto nuovi modelli di approccio alle tematiche di sicurezza del posto di lavoro, insieme alle difese verso minacce sconosciute.

Modellizzazione per la gestione del rischio
Per mettere al sicuro da un lato le attività di collaborazione e di innovazione IT e dallaltro mantenere pulite reti, dispositivi e cloud da attacchi esterni, la cyber security diventa una componente strategica del risk management. In questa prospettiva le aziende devono mettere in atto un approccio cosiddetto olistico per tenere sotto controllo i rischi di sicurezza attraverso un ciclo di miglioramento continuo delle procedure, formazione compresa.

E un equilibrio sottile tra abilitazione delle operatività aziendali e nuovi approcci di protezione che devono tenere conto di comportamenti, nuove piattaforme IT e nuove minacce. Soluzioni vecchio stile di difesa puntuale dellendpoint e di difesa semplicemente perimetrale mettono le organizzazioni a rischio.

Quali sono dunque le ricette per ottenere una vista globale e coerente sui rischi alla sicurezza? Quali sono i risvolti organizzativi e culturali in azienda?
Un primo fatto è certo: la sicurezza IT è una questione che non riguarda unicamente il reparto IT di unazienda. E un problema più vasto. E un detto comune che una catena è forte quanto il suo anello più debole. E in questo caso gli anelli deboli possono prendere diverse forme: utenti che si sentono falsamente al sicuro, software non aggiornato, codice software scritto in maniera sciatta, un sito web non presidiato con cura, errori in fase di sviluppo delle applicazioni.

Hacker in azione
Un dipendente che ha fiducia cieca nella sicurezza del proprio dispositivo diventa complice non volontario e infelice degli hacker. E non sorprende che molte ricerche segnalino il fatto che la maggior parte del personale non aderisca che in modo marginale alle policy aziendali di sicurezza, mentre molti si danno da fare per aggirarle consapevolmente e totalmente. Daltra parte è più pigrizia e ignoranza che malizia.

Se le persone diventano il punto debole allora anche le aziende devono spostare il tiro dalla sicurezza degli oggetti reti, software o dispositivi al comportamento delle persone. Il fattore umano è spesso ignorato o sottovalutato, ma ormai è un elemento critico della difesa IT. Oppure, detto con altre parole, le minacce arrivano più da dentro che da fuori.

E qui partono le solite raccomandazioni: cambiare le password con regolarità, usare lautenticazione forte, creare consapevolezza e formazione. Per citare una recente ricerca di PwC, lunica strada verso la creazione di unorganizzazione in grado di sopravvivere e prosperare in mezzo al disordine è questa: organizzazioni agili e adattabili, capacità di far fronte alle rotture di continuità. In parallelo lunica strada per creare una sicurezza aziendale concreta è un approccio che sia in grado di accrescere in modo automatico la protezione e nello stesso tempo di abilitare lagilità dellimpresa.

Per questo la cyber security diventa un rischio strategico di cui tenere conto nella vita quotidiana di unazienda.

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28-04-2015

Cyber risk: quanto costa un attacco informatico

È la prima delle evidenze messe in luce dalledizione 2015, lottava in ordine di tempo, del Verizon Data Breach Investigations Report condotta analizzando oltre 2.100 violazioni accertate e circa 80mila incidenti di sicurezza segnalati.

Anche perché, è lulteriore precisazione già puntualizzata da Hp Security Research, molte vulnerabilità note rimangono irrisolte, prevalentemente perché le patch di sicurezza disponibili da tempo non sono mai state applicate.

Ne deriva che oggi, come nei precedenti dieci anni di vita dello studio, in cui il totale delle violazioni registrate è arrivato a superare gli 8mila casi, con quasi 195mila incidenti, il suggerimento si conferma sempre lo stesso: gestire al meglio i rischi semplicemente prestando maggiore attenzione alle attività di base. Numerosi attacchi informatici ricorda, infatti, Verizon potrebbero essere evitati con un approccio più vigile alla sicurezza informatica.

La riprova sta nel fatto che, ben il 96% dei circa 80mila incidenti analizzati questanno può essere fatta risalire a nove schemi di attacco che variano da settore a settore. Parliamo di errori vari, come linvio di email a destinatari sbagliati, crimeware, ossia malware che punta al controllo dei sistemi, utilizzo improprio di privilegi e autorizzazioni, ma anche di perdite o furti fisici, di attacchi a Web app, così come Denial of Service, ma anche di cyber spionaggio, intrusioni nei sistemi Pos e skimmer per carte di pagamento.
In aumento rispetto al 76% riportato nel 2014, ledizione del report di questanno ha rilevato che l83% degli incidenti di tutti i settori comprendono le prime tre tipologie, così da suggerire alle aziende in ascolto una scala di priorità efficiente per le proprie attività correlate alla sicurezza e stabilire così un approccio più mirato ed efficace per contrastare le minacce informatiche più ricorrenti.

Minacce in ambito mobile? Sostanzialmente esagerate
Fortunatamente, scorrendo il 2015 Data Breach Investigations Report di Verizon una buona notizia cè.
Includendo per la prima volta nellanalisi anche una panoramica sulla sicurezza dei dispositivi mobili, dellInternet of Things e dellimpatto economico di una violazione, il Verizon Data Breach Investigations Report evidenzia come, in generale, le minacce in ambito mobile siano esagerate, visto linsignificante numero complessivo di vulnerabilità che sfruttano tutte le piattaforme mobili.

Nei casi esaminati, in cui dispositivi collegati a Internet sono, invece, stati utilizzati come punti di ingresso per compromettere altri sistemi allo scopo di scatenare attacchi Denial of Service, i dati del report 2014 confermano nuovamente la necessità per le aziende di rendere la sicurezza una priorità anche nella fase di implementazione di dispositivi intelligenti di ultima generazione.

Perché conviene predisporre le difese necessarie
E per convincere ulteriormente le aziende della bontà di quanto affermato, Verizon ha pensato bene di sviluppare un nuovo modello di valutazione per misurare limpatto economico di un attacco informatico.

Analizzando quasi 200 richieste di risarcimento assicurativo per danni causati da violazioni, il modello tiene conto del fatto che il costo di ciascun record sottratto è direttamente influenzato dal tipo di dato e dal numero totale di record compromessi. Lo stesso offre, inoltre, una gamma di valori più alti o più bassi relativi al costo di un record sottratto come, ad esempio, il numero di una carta di credito o i dati di una cartella clinica elettronica.

E per dimostrare, senza ombra di dubbio, che raramente, o forse mai, risulta meno costoso subire un attacco informatico piuttosto che predisporre le difese necessarie, il modello prevede che, nel 95% dei casi, il costo di una violazione che coinvolge 10 milioni di record possa essere compreso tra i 2,1 e i 5,2 milioni di dollari salendo, a seconda delle circostanze, anche fino a 73,9 milioni di dollari. Ancora nel 95% dei casi, per le violazioni che coinvolgono 100 milioni di record il costo potrà rientrare in un intervallo che spazia tra i 5 e i 15,6 milioni di dollari, ma potrebbe anche lievitare a 199 milioni di dollari.

Fonte: 01NET.

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27-04-2015

Medical Malpractice: eventi sentinella nelle strutture SSN

Sono 1918 le segnalazioni di eventi sentinella (eventi avversi particolarmente gravi e potenzialmente evitabili, che possono comportare la morte o un grave danno al paziente) accaduti nelle strutture del Servizio sanitario nazionale (SSN) tra il 2005 e il 2012.

Levento più segnalato (24,6%) è la morte o grave danno per caduta di paziente, seguito dal suicidio o tentato suicidio di paziente in ospedale (15,4%). Levento ha comportato la morte del paziente nel 35,6% dei casi, mentre si è verificato un trauma grave nel 15,9% dei casi e un reintervento chirurgico nel 10,6%.

Gli eventi segnalati si sono verificati principalmente nei reparti di degenza (39,3%), seguiti dalla sala operatoria (18,7%), e larea di assistenza maggiormente interessata è stata la medicina generale (13,6%), seguita da ostetricia e ginecologia (10,8%).

Sono questi alcuni dei risultati illustrati nel 5 Rapporto di monitoraggio degli eventi sentinella, (pdf, 600 Kb) che ha analizzato tutti gli eventi sentinella segnalati dalle strutture del SSN e validati da Regioni e PA e Ministero della Salute e, raccolti nel SIMES (Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità) dal settembre 2005 al dicembre 2012.

Il Rapporto è a cura della Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, ufficio III ex DGPROGS.

Nonostante i buoni risultati raggiunti, la sottosegnalazione rimane una problematica rilevante, evidenziando che le motivazioni culturali e organizzative alla base del fenomeno sono ancora forti e diffuse.

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23-04-2015

Controllo dello stato di approdo

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha approvato oggi 21 aprile in via definitiva lo schema di decreto legislativo relativo al controllo dello Stato di approdo.
Lo schema di decreto legislativo è emanato ai sensi della delega conferita con lart. 1, allegato B, della legge 7 ottobre 2014, n. 154 (legge di delegazione europea 2013 secondo semestre), al fine di dare attuazione alla direttiva 2013/38/UE relativa al controllo delle unità navali mercantili da parte dello Stato di approdo.

Con lo schema di provvedimento legislativo si intende, in particolare, adeguare la normativa vigente in materia di controlli a bordo delle unità mercantili che effettuano scalo, ossia arrivano e partono dai nostri porti, alle innovazioni introdotte a livello internazionale a seguito dellentrata in vigore e della ratifica della Convenzione internazionale sul lavoro marittimo (ILO) n. 186 del 2006.

Si prevede infatti che le ispezioni condotte dal personale specializzato appartenente al Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera, dovranno tener conto, tra laltro, della disciplina internazionale inerente le condizioni di vita e di lavoro a bordo della nave.

In caso di difformità alle prescrizioni previste, ad esempio, lispettore PSC (Port State Control) segnalerà immediatamente le carenze al comandante della nave stabilendo termini per la correzione delle stesse.
E previsto, inoltre, il fermo della nave in porto, nel caso di condizioni di vita e di lavoro a bordo che rappresentino un evidente pericolo per lincolumità, la salute o la sicurezza dei marittimi.

Il provvedimento è stato esaminato dal Consiglio dei ministri nella riunione preliminare del 20 gennaio 2015. Sul testo sono stati acquisiti i pareri delle Competenti Commissioni parlamentari di Camera e Senato, entrambi favorevoli senza condizioni o osservazioni.

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22-04-2015

Ritiro prodotti: avviso della Hut Hroup Ltd

Il sistema dallerta per alimenti e mangimi segnala il ritiro dal mercato da parte della ditta inglese Hut Group Ltd di uno snack a base di proteine denominato Myprotein Salt & Vinegar Protein Puffs.

Per un errore di etichettatura alcuni lotti includerebbero confezioni allaroma di barbecue contenenti proteine del grano non menzionate in etichetta. Come è noto le proteine del grano possono rappresentare un serio rischio per i consumatori che ne sono allergici o intolleranti.

Lalimento è venduto on line tramite il sito Myprotein.com.

La ditta Hut group sta procedendo a ritirare il prodotto e raccomanda a chiunque lo avesse acquistato di non consumarlo e di contattare il servizio clienti al numero 0161 813 1487 per un rimborso.

Prodotto: Myprotein Salt & Vinegar Protein Puffs

Data di scadenza: giugno 2016

Lotto oggetto di ritiro: X15132

Confezione: 10 x 30g

Rischio: allergene grano

Paese di origine: Canada

Importatore: Bureaux Bariatrix Europe, 240, rue Claude Chappe, 07501 Guilherand-Granges Francia

Distributore: : The Hut Group Ltd t/a Myprotein.com, Meridian House, Gadbrook Park,Gadbrook Way, CW9 7RA Northwich, Cheshire, Regno Unito

Comunicato stampa

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21-04-2015

Visto di conformità

Con Circolare n. 7/E del 26 febbraio 2015 lAgenzia delle Entrate fornisce i chiarimenti in merito alle modifiche apportate nel decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175 (decreto semplificazioni), con riferimento alle sanzioni previste dallarticolo 39 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, alle garanzie, di cui agli articoli 6 e 22 del decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164 e alle modalità di esecuzione dei controlli, di cui allarticolo 26 del medesimo decreto ministeriale, con particolare riguardo al il visto di conformità.

Larticolo 2, comma 1, del decreto n. 164 del 1999, prevedeva che: il rilascio del visto di conformità di cui allarticolo 35, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, implicasse il riscontro della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze della relativa documentazione e alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti dimposta, lo scomputo delle ritenute dacconto.

Il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, art. 35, comma 3, individua i professionisti che possono apporre il visto di conformità:

- gli iscritti nellalbo dei dottori commercialisti ed esperti contabili;

- gli iscritti nellalbo dei consulenti del lavoro;

- gli iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria.

Ogni professionista è competente al rilascio del visto di conformità dalla data di presentazione della comunicazione seguito dalla verifica da parte della Direzione regionale della sussistenza di tutti i requisiti richiesti dalla norma.

Abilitati al rilascio in base allarticolo 7, comma 1, del decreto n. 164 del 1999 e allarticolo 1 del decreto 12 luglio 1999, sono anche i Caf autorizzati dellAgenzia delle entrate e, in particolare, della Direzione regionale territorialmente competente, con riferimento al luogo ove la società richiedente ha la sede legale.

Larticolo 6, comma 2, lettere a) e b), e 22 del decreto semplificazioni prevede lobbligo di stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonché al numero dei visti di conformità rilasciati.

Linnalzamento previsto è fino a tre milioni di euro della soglia del massimale a cui si aggiunge lestensione della garanzia, nel caso di visto infedele apposto su un modello 730, che si basa sul pagamento di una somma pari alle imposte, interessi e sanzioni che sarebbero stati richiesti al contribuente a seguito del controllo ai sensi dellarticolo 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, ove lerrore non sia imputabile a dolo o colpa grave del contribuente.

La polizza deve essere mantenuta nel tempo da parte del professionista abilitato che ha l obbligo di trasmettere alla Direzione regionale copia del rinnovo annuale di detta polizza utilizzando la posta certificata.

Sulle Dichiarazione IVA e richieste di rimborso IVA infrannuale
Larticolo 13 del decreto semplificazioni ha disposto che il rilascio del visto di conformità è subordinato:

- alla regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie;

- alla corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili;

- alla corrispondenza dei dati esposti nelle scritture contabili alla relativa documentazione Responsabilità dei professionisti e Caf.

Se la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente o al sostituto dimposta il controllo formale è eseguito su tutti i dati indicati in dichiarazione.

Se la dichiarazione è presentata ad un Caf o a un professionista abilitato, con o senza modifiche, il controllo formale si effettua nei riguardi del soggetto che appone il visto di conformità sulla dichiarazione.

Il Caf e il professionista che riscontrano errori hanno l obbligo di avvisare il contribuente al fine di procedere alla elaborazione e trasmissione allAgenzia delle entrate della dichiarazione rettificativa, entro il 10 novembre dellanno in cui è stata prestata lassistenza.

Al rifiuto della presentazione della dichiarazione rettificativa, il Caf e il professionista possono comunicare ugualmente entro la stessa data allAgenzia delle entrate i dati rettificati.
Sanzioni

Larticolo 39, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 241 del 1997 prevede che, in caso di violazioni ripetute o particolarmente gravi, è attribuita allAgenzia delle entrate la possibilità di sospendere la facoltà di rilasciare il visto di conformità, o lasseverazione, per un periodo da uno a tre anni fino ad inibire tale facoltà in caso di ripetute violazioni, commesse successivamente al periodo di sospensione.

Inoltre il comma 4 dello stesso articolo 39, prevede la sospensione per un periodo da tre a dodici mesi dellautorizzazione allesercizio dellattività di assistenza fiscale rilasciata al Caf, quando sono commesse gravi e ripetute violazioni di norme tributarie o contributive e delle disposizioni di cui agli articoli 34 e 35 dello stesso decreto legislativo n. 241 del 1997, nonché quando gli elementi forniti allAmministrazione finanziaria risultano falsi o incompleti rispetto alla documentazione fornita dal contribuente. In caso di ripetute violazioni, ovvero di violazioni particolarmente gravi, è disposta la revoca dellesercizio dellattività di assistenza.

In caso di mancata regolarizzazione per il Caf, è previsto la decadenza dallautorizzazione con cancellazione dallAlbo e, per i professionisti, la revoca dellabilitazione telematica, nonché la comunicazione allOrdine professionale per leventuale adozione di ulteriori provvedimenti.

Nei casi di irregolarità che presentino aspetti di particolare gravità, può essere disposta la sospensione cautelare dellattività di assistenza nonché la condanna allinterdizione perpetua dai pubblici uffici, di cui allarticolo 28 del Codice Penale, a carico dei liberi professionisti.

Dal dettato normativo si evince la responsabilità dei professionisti e i centri fiscali che a causa di un contribuente poco accorto potrebbero trovarsi in situazione che rasentano lillegalità.

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20-04-2015

Incendi a Milano

Nella mattinata è scoppiato un incendio in un appartamento all'ultimo piano di un condominio di viale Cuoco. L'unità immobiliare, di proprietà dell'Aler, vuota al momento dell'incendio, è stata completamente distrutta dal fuoco.

Parte del condominio è stata evacuata dai soccorritori per permettere il corretto compimento delle operazioni, oltre che per questioni di sicurezza, riuscendo ad evitare feriti e intossicati.

Poi, intorno alle 4 del pomeriggio, è bruciato un palazzo in viale Monza, al civico 101, non lontano dalla Stazione Centrale, nella zona nord est della città, partito dal laboratorio di un'impresa attiva nella produzione di giocattoli e materiale pubblicitario, all'interno di un condominio.

Il palazzo è stato evacuato dai vigili del fuoco che sono intervenuti con 10 mezzi, chiudendo il tratto di strada interessato dal sinistro; l'intervento necessario per domare le fiamme si è concluso in circa 10 ore, senza feriti e scongiurando blocchi o rallentamenti del traffico ferroviario che passa su un cavalcavia in quella zona.

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18-04-2015

Due guide EMA per prevenire errori terapeutici

L'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), a nome del Network regolatorio dell'Unione europea, ha rilasciato per consultazione pubblica due draft di linee guida di buone pratiche che mirano a migliorare la segnalazione, la valutazione e la prevenzione degli errori terapeutici da parte delle autorità regolatorie e dellindustria farmaceutica in tutta l'UE. Lo riporta lEMA in un comunicato pubblicato sul suo sito istituzionale. Con l'entrata in vigore della legislazione di farmacovigilanza dell'UE nel 2012, la segnalazione di tutte le sospette reazioni avverse derivanti da errori terapeutici è diventata obbligatoria.

Le aziende farmaceutiche e le agenzie regolatorie nazionali degli Stati membri dell'UE sono obbligate a inserire anche questi eventi avversi nella banca dati europea EudraVigilance, il sistema di raccolta e gestione delle reazione avverse dell'UE. Lo scopo principale delle due guide è supportare l'industria e le agenzie regolatorie nell'attuazione di queste disposizioni di legge. Il termine per inviare i commenti allEMA è il 14 giugno 2015.

Gli errori terapeutici sono errori non intenzionali nella prescrizione, dispensazione e somministrazione di un farmaco, che potrebbero provocare danni al paziente. Sono la più comune causa evitabile di effetti nocivi indesiderati (eventi avversi) nella pratica medica e presentano un importante onere di salute pubblica.

Una delle due guide (Good practice guide on risk minimisation and prevention 5 of medication errors) si concentra sulla prevenzione degli errori terapeutici. Descrive le principali fonti e i tipi di errori e propone misure per ridurre al minimo il rischio di errori terapeutici per tutto il ciclo di vita di un medicinale.

L'altra guida (Good practice guide on recording, coding, reporting and 5 assessment of medication errors) fornisce indicazioni su come devono essere registrate, codificate, riportate e valutate le sospette reazioni avverse causate da errori terapeutici. Contiene inoltre raccomandazioni ai titolari di autorizzazione all'immissione in commercio sul modo di comunicare le informazioni sugli errori terapeutici che vengono portate alla loro attenzione, ma che non hanno causato reazioni avverse. Queste informazioni devono essere riportate nei rapporti periodici di aggiornamento sulla sicurezza (PSUR) e nei piani di gestione del rischio obbligatori per tutti i medicinali. Ciò consente una valutazione continua da parte dei regolatori dei benefici e dei rischi di un farmaco sulla base dei dati della real life.

La guida è uno dei risultati principali del Piano d'azione congiunto EMA/Capi delle Agenzie dei medicinali (HMA) sugli errori terapeutici concordato nel 2013 (Medication Errors - Follow-up Actions from Workshop). È stato sviluppato in collaborazione con lEuropean Commissions Patient Safety Quality of Care Working Group e tiene conto delle raccomandazioni dei soggetti interessati che sono state raccolte nel corso di un seminario tenutosi presso lEMA a febbraio 2013.

È stato inoltre rilasciato per la consultazione pubblica un addendum (Risk minimisation strategy for high strength and fixed combination insulin products, addendum to the good practice guide on risk minimisation and prevention of medication errors) che si concentra sul rischio di errori terapeutici legati alle nuove insuline ad alta resistenza e ad altri medicinali contenenti insuline. La guida è stata sviluppata dal Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) dellEMA a seguito delle preoccupazioni che gli errori terapeutici con questi nuovi medicinali possano danneggiare i pazienti per sovra o sotto-dosaggio.

La guida fornisce una strategia per affrontare in modo proattivo tale rischio in modo uniforme in tutta l'UE e potrà essere rivista man mano che si acquisiranno nuove esperienze. Le parti interessate sono invitate a fornire commenti sulle guide di buone pratiche e l'addendum sulle insuline entro il 14 giugno 2015 allindirizzo medicationerrors2013@ema.europa.eu

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17-04-2015

Responsabilità ASL per errore del medico convenzionato

E' stata diffusa con grande clamore la recente sentenza che ha stabilito che la ASL e' responsabile in solido col medico curante dei danni da questi provocati al suo assistito. (n . 6243/2015 della III sezione di Cassazione). Cosa puo' cambiare, per il medico?

Il 27 marzo 2015 la Cassazione ha emesso un principio di diritto definito da alcuni "epocale" e che porta ad un netto cambiamento di rotta rispetto a pronunce precedenti affermando la responsabilita' della ASL sull' opera del medico convenzionato.

Va pero' sottolineato innanzitutto che la stessa Cassazione si fosse espressa precedentemente in modo diametralmente opposto: (si veda ad es. Cass. penale , sez. IV, sentenza 23.09.2008 n 36502); in questa sentenza la Corte sottolinea invece che la ASL non esercita alcun potere di vigilanza, controllo e direzione sul medico convenzionato, il quale è del tutto libero sia nella predisposizione dellorganizzazione che mette a disposizione del paziente, sia nella scelta delle cure da praticare.

La Corte del 2008 nega anche la responsabilità derivante dal cosiddetto contatto sociale fra quest'ultima ed il paziente, con conseguente insorgenza di un rapporto obbligatorio: " Il professionista non è una longa manus della ASL né quest'ultima può essere considerata un imprenditore o, comunque, un committente che organizza l'attività dei suoi collaboratori o del proprio personale. Ne deriva che non ricorre tra il paziente e la ASL (come avviene, invece, secondo la giurisprudenza prevalente, fra il paziente e la casa di cura... il cd. contratto di spedalità in virtù del quale ... costituendosi un rapporto atipico da cui discende una responsabilità della struttura medesima ai sensi dei summenzionati artt. 1228 e 2049 c.c..... unico debitore del "servizio sanitario" (ribadisce la Corte nel 2008) "deve essere considerato il medico, dovendosi escludere la ricorrenza di qualunque relazione fra l'azienda sanitaria ed il paziente.

Del tutto opposta la sentenza attuale (6243/2015), ove viene invece affermato il principio di diritto:

"l'ASL è responsabile civilmente, ai sensi dell'art. 1228 cod. civ., del fatto illecito che il medico, con essa convenzionato per l'assistenza medico-generica, abbia commesso in esecuzione della prestazione curativa, ove resa nei limiti in cui la stessa è assicurata e garantita dal S.S.N. in base ai livelli stabiliti secondo la legge".

Stara' ai giuristi (e soprattutto alle Corti di merito, preposte all' attuazione delle norme, stabilire la reale portata di questa "rivoluzione" ; vanno pero' sottolineati alcuni aspetti.

Prima considerazione: questa sentenza e' assolutamente importante per gli utenti (che vedono garantito un risarcimento integrale e certo, nonche' per gli avvocati che possono indirizzare le richieste risarcitorie a piu' di un soggetto di cui uno (la ASL) certamente solvibile rispetto al singolo sanitario. Potrebbe pero' conseguirne un aumento dei contenziosi.

Va poi considerato che il medico, nella sentenza in oggetto, non viene esentato dagli obblighi risarcitori, essendo stata la ASL inserita come responsabile "in solido" non escludendosi percio'la possibilita', in certi casi, di rivalsa.

Tutto considerato, alla luce di queste ultime disposizioni, i tempi sono probabilmente maturi per effettuare una netta "sterzata" sulla problematica della responsabilita' sanitaria, di cui tanto si parla e che produce danni ingenti anche per la diffusione delle famigerate tecniche di "medicina difensiva".
Sulla linea di questa sentenza diventa plausibile adottare anche per i medici convenzionati territoriali, un regime analogo a quanto gia' previsto per molti medici dipendenti pubblici.
In caso di supposto errore medico verrebbe cioe' chiamata a risarcire l' eventuale danno in primo luogo la ASL. Solo in secondo tempo e solo nel caso di dolo o colpa grave verrebbe effettuata una eventuale rivalsa nei confronti del medico (e della sua assicurazione personale). Un argomento da valutare da parte degli organismi sindacali medici.

Potrebbe essere la soluzione per una situazione che crea tanto timore e disaffezione da parte dei sanitari, con una drastica riduzione delle tecniche di medicina difensiva con risparmio per la collettivita'.

Daniele Zamperini

Fonte - Pillole.org

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16-04-2015

Incendio al reparto di clinica medica dell'Universita di Messina

Tanta paura questo pomeriggio (Martedì, 14 Aprile 2015), poco dopo le 14, all'interno della Facoltà di Veterinaria, all'Annunziata. Secondo una prima stima, i danni materiali sarebbero parecchi. Sul posto i vigili del Fuoco di Messina, distaccamento Nord.

Potrebbe essere stato un cortocircuito a far andare in fiamme, poco dopo le 14, l'intero Reparto di Clinica Medica della Facoltà di Veterinaria, all'interno della cittadella universitaria dell'Annunziata.

Nel giro di pochissimo, le fiamme si sono propagate da una stanza all'altra, coinvolgendo anche tre uffici e distruggendo, nel loro avanzare, ogni tipo di documenti, carte, mobili, controsoffitti ed armadi. Fortunatamente, al momento dell'incendio, nessuno tra studenti, docenti e personale si trovava all'interno del Reparto.

L'edificio è stato prontamente evacuato ed i pompieri del Distaccamento Nord si sono messi subito all'opera per circoscrivere e domare le fiamme. Ad allertare la Sala Operativa dei Vigili del Fuoco di Messina sono stati alcuni universitari che, non appena notato il fumo, hanno subito chiamato il 115. Da una primissima stima, sembrerebbe che i danni materiali siano stati parecchi.

Fonte: Tempostretto.it

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15-04-2015

Cyber crime: infettati oltre tre milioni di pc nel mondo

Il server della rete pirata, localizzato nell'area milanese, è stato sequestrato dai poliziotti del CNAIPIC (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) e verrà messo a disposizione dell'European Cyber Crime Center di Europol per gli approfondimenti dell'attività investigativa.

Gli esperti della Polizia postale e delle comunicazioni hanno verificato che infettati i pc con il virus malevolo (malware), attraverso link contenuti nelle e-mail di spam o siti web, i cyber criminali sottraevano informazioni relative ad account bancari, password di accesso alla posta elettronica nonchè credenziali dei più noti social network.

Il malware associato alla botnet è noto con il nome "Ramnit" e colpisce computer con sistema operativo Microsoft Windows, riuscendo, tra le altre cose, a disabilitare i sistemi di protezione antivirus.

Inoltre, il virus sfrutta un meccanismo di generazione automatico di nomi di dominio (Dga) che successivamente vengono registrati ed utilizzati come server di comando e controllo (C&C) codificato all'interno del malware, cosa che ne rende molto difficoltosa l'individuazione.

L'operazione che ha consentito di neutralizzare i server di comando e controllo utilizzati dai cyber criminali, è il frutto di una stretta collaborazione tra la Polizia di Stato e l'European Cyber Crime Center (EC3) di Europol oltre alle unità specializzate nel cyber crime di Germania, Paesi Bassi e Regno Unito.

FONTE: Polizia Di Stato

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14-04-2015

Esclusione da gara di appalto

La società arrivata seconda aveva proposto ricorso al TAR Piemonte, per l'annullamento della determinazione che aggiudicava la gara ad un'altra impresa. Ma il TAR Piemonte respingeva il ricorso, ritenendo illegittima la stessa partecipazione alla gara di tale società a causa delle gravi inadempienze poste in essere nellesecuzione di un precedente contratto sempre relativo al servizio di raccolta rifiuti e nettezza urbana.

La società, allora, ha proposto appello al Consiglio di Stato il quale le ha dato ragione ed ha affermato, con sentenza n. 1619 del 27 marzo 2015, che lart. 38, comma 1, lett. f) del D.Lgs. 163/2006 riguarda, in realtà, "un fatto complesso che impone la distinzione tra il giudizio afferente la fase negoziale del pregresso rapporto ed il giudizio relativo allesercizio di poteri amministrativi. Il primo giudizio è riservato allamministrazione che, quale parte di un pregresso rapporto, può ritenere che laltra parte abbia posto in essere, nellesecuzione delle prestazioni, un comportamento connotato da grave negligenza o malafede.

Lamministrazione potrebbe decidere di risolvere il contratto stipulato. In questo caso, se insorgano contestazioni, la competenza a dirimerle spetta al giudice ordinario. Il secondo giudizio spetta anchesso allamministrazione che adotta, nellesercizio di un potere pubblico, la determinazione con la quale esclude unimpresa da una gara ovvero annulla una aggiudicazione già disposta. Si tratta di un potere discrezionale che deve valutare se il fatto pregresso abbia concretamente reso inaffidabile limpresa con possibile pregiudizio dellinteresse pubblico connesso alla realizzazione di determinati servizi. In questo caso, se insorgono contestazioni, la competenza a dirimerle spetta al giudice amministrativo che esercita un controllo sulle cause esterne che hanno determinato la rottura del rapporto fiduciario al fine di accertare se esista una figura sintomatica delleccesso di potere idonea a comportare lillegittimità degli atti amministrativi".

Fonte: Il Quotidiano della PA

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13-04-2015

Medicina difensiva e responsabilita professionale

"La medicina difensiva, sia positiva che negativa, è diffusa in maniera capillare e preoccupante tra gli operatore sanitari. Si parla di un costo di circa 10 miliardi di euro, cifre pesanti, perché parliamo dello 0,75% del PIL. Quello che più mi preoccupa è che il 93% dei medici ritengano che la medicina difensiva sia destinata ad aumentare. Per questo dobbiamo trovare delle soluzioni valide per risolvere un fenomeno che incide sulla spesa sanitaria in misura pari al 10% del Fondo sanitario nazionale.

Sono le parole del Ministro Beatrice Lorenzin alla Conferenza stampa di presentazione della Commissione consultiva per le problematiche in materia di medicina difensiva e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.

"In questi anni sono state fatte alcune cose ha ricordato il Ministro il primo tentativo è stato quello di un approfondimento la questione della malpractice con comparazioni con altri paesi per adottare riforme strutturali ad hoc. La legge Balduzzi ha provato a normare e a dare una chiarezza interpretativa, ma non è riuscita ad essere operativa per vari motivi. Per questo ritengo che dobbiamo riuscire a risolvere la questione. La Camera ha aggiunto sta lavorando da due anni su sette proposte normative per arrivare ad un testo unico che garantisca da un lato al paziente il risarcimento in caso di danno grave e dallaltro per lasciare al professionista un maggiore respiro nellesercitare la professione medica, oltre al grande tema delle assicurazioni. Tutto questo è sufficiente? No, per questo come azione sinergica a quella del Parlamento abbiamo deciso di istituire la Commissione consultiva al ministero della Salute. Se riusciamo grazie a questo a trovare la quadra e un punto di caduta per tutti e un veicolo veloce saremo tutti soddisfatti".

La Commissione consultiva per le problematiche in materia di medicina difensiva e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie ha come compito quello di fornire al Ministero della salute un supporto per l'approfondimento delle tematiche relative alla responsabilità professionale e alla medicina difensiva e l'individuazione di possibili soluzioni, anche normative.
Il Ministero inoltre ha raccolto in un documento i numeri e le ragioni del fenomeno in costante aumento. In particolare, la medicina difensiva incide sulla spesa sanitaria in misura pari al 10,5% del totale. Le voci più significative riguardano:

farmaci: 1,9% della spesa
visite 1,7%
esami di laboratorio 0,7%
esami strumentali 0,8%
ricoveri 4,6%.
Il 77,9% dei medici ha praticato medicina difensiva almento una volta nellultimo mese di lavoro

Il report affronta anche il tema delle dimensioni del fenomeno e le ragioni per le quali la medicina difensiva è praticata. Le indagini scientifiche hanno dato risultati ampiamente sovrapponibili: il 77,9% del campione ha tenuto almeno un comportamento di medicina difensiva nellultimo mese di lavoro (92,3% nella classe 32-42 anni). Il 68,9% ha proposto o disposto il ricovero di pazienti che riteneva gestibili ambulatorialmente e il 61,3% ha prescritto un numero di esami maggiore rispetto a quello ritenuto necessario per effettuare la diagnosi.

Le motivazioni alla base dei comportamenti di medicina difensiva

Secondo le indagini riportate nel report, il 78,2% per cento dei medici ritiene di correre un maggiore rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato e il 65,4% per cento ritiene di subire una pressione indebita nella pratica clinica quotidiana a causa della possibilità di tale evenienza. Per il 67,5% si subisce linfluenza di esperienze di contenzioso legale capitate ai propri colleghi e il 59,8% ha timore di ricevere richieste di risarcimento. Inoltre il 51,8% risente di precedenti esperienze personali di contenzioso legale ed il 43,5% esprime il timore di ricevere pubblicità negativa dai mass-media. Infine il 15% teme di incorrere in sanzioni disciplinari.

Le azioni più frequenti di medicina difensiva

Il 58,6% dei medici ha chiesto il consulto di altri specialisti pur non ritenendolo necessario. Il 51,5% ha invece prescritto farmaci non necessari e il 24,4% ha prescritto trattamenti non necessari. Il 26,2% ha escluso pazienti a rischio da alcuni trattamenti, al di là delle normali regole di prudenza e il 14% ha evitato procedure rischiose (diagnostiche o terapeutiche) su pazienti che avrebbero potuto trarne beneficio.

Infine il report riprende una recente indagine Agenas del 2014 effettuata su 1500 medici ospedalieri in cui si evidenzia come il 58% dei camici bianchi pratica medicina difensiva e per il 93% è destinata ad aumentare. Lo studio spiega anche il perché si fa medicina difensiva:

per il 31% è colpa della legislazione sfavorevole per il medico
per il 28% il rischio di essere citati in giudizio
per il 14% lo sbilanciamento del rapporto medico-paziente con eccessive richieste, pressioni e aspettative da parte del paziente e dei familiari.
La componente emotiva e la falsa sicurezza indotta dai comportamenti difensivi sono infatti tra i principali fattori che mantengono e potenziano il fenomeno. Secondo gli intervistati le soluzioni potenzialmente efficaci per ridurre il fenomeno sono per il 49% quello di attenersi alle evidenze scientifiche e per il 47% quello di riformare le norme che disciplinano la responsabilità professionale.

Ministero della Salute

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13-04-2015

Medicina difensiva e responsabilità professionale, insediata la commissione consultiva

"La medicina difensiva, sia positiva che negativa, è diffusa in maniera capillare e preoccupante tra gli operatore sanitari. Si parla di un costo di circa 10 miliardi di euro, cifre pesanti, perché parliamo dello 0,75% del PIL. Quello che più mi preoccupa è che il 93% dei medici ritengano che la medicina difensiva sia destinata ad aumentare. Per questo dobbiamo trovare delle soluzioni valide per risolvere un fenomeno che incide sulla spesa sanitaria in misura pari al 10% del Fondo sanitario nazionale.

Sono le parole del Ministro Beatrice Lorenzin alla Conferenza stampa di presentazione della Commissione consultiva per le problematiche in materia di medicina difensiva e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.

"In questi anni sono state fatte alcune cose ha ricordato il Ministro il primo tentativo è stato quello di un approfondimento la questione della malpractice con comparazioni con altri paesi per adottare riforme strutturali ad hoc. La legge Balduzzi ha provato a normare e a dare una chiarezza interpretativa, ma non è riuscita ad essere operativa per vari motivi. Per questo ritengo che dobbiamo riuscire a risolvere la questione. La Camera ha aggiunto sta lavorando da due anni su sette proposte normative per arrivare ad un testo unico che garantisca da un lato al paziente il risarcimento in caso di danno grave e dallaltro per lasciare al professionista un maggiore respiro nellesercitare la professione medica, oltre al grande tema delle assicurazioni. Tutto questo è sufficiente? No, per questo come azione sinergica a quella del Parlamento abbiamo deciso di istituire la Commissione consultiva al ministero della Salute. Se riusciamo grazie a questo a trovare la quadra e un punto di caduta per tutti e un veicolo veloce saremo tutti soddisfatti".

La Commissione consultiva per le problematiche in materia di medicina difensiva e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie ha come compito quello di fornire al Ministero della salute un supporto per l'approfondimento delle tematiche relative alla responsabilità professionale e alla medicina difensiva e l'individuazione di possibili soluzioni, anche normative.
Il Ministero inoltre ha raccolto in un documento i numeri e le ragioni del fenomeno in costante aumento. In particolare, la medicina difensiva incide sulla spesa sanitaria in misura pari al 10,5% del totale. Le voci più significative riguardano:

farmaci: 1,9% della spesa
visite 1,7%
esami di laboratorio 0,7%
esami strumentali 0,8%
ricoveri 4,6%.
Il 77,9% dei medici ha praticato medicina difensiva almento una volta nellultimo mese di lavoro

Il report affronta anche il tema delle dimensioni del fenomeno e le ragioni per le quali la medicina difensiva è praticata. Le indagini scientifiche hanno dato risultati ampiamente sovrapponibili: il 77,9% del campione ha tenuto almeno un comportamento di medicina difensiva nellultimo mese di lavoro (92,3% nella classe 32-42 anni). Il 68,9% ha proposto o disposto il ricovero di pazienti che riteneva gestibili ambulatorialmente e il 61,3% ha prescritto un numero di esami maggiore rispetto a quello ritenuto necessario per effettuare la diagnosi.

Le motivazioni alla base dei comportamenti di medicina difensiva

Secondo le indagini riportate nel report, il 78,2% per cento dei medici ritiene di correre un maggiore rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato e il 65,4% per cento ritiene di subire una pressione indebita nella pratica clinica quotidiana a causa della possibilità di tale evenienza. Per il 67,5% si subisce linfluenza di esperienze di contenzioso legale capitate ai propri colleghi e il 59,8% ha timore di ricevere richieste di risarcimento. Inoltre il 51,8% risente di precedenti esperienze personali di contenzioso legale ed il 43,5% esprime il timore di ricevere pubblicità negativa dai mass-media. Infine il 15% teme di incorrere in sanzioni disciplinari.

Le azioni più frequenti di medicina difensiva

Il 58,6% dei medici ha chiesto il consulto di altri specialisti pur non ritenendolo necessario. Il 51,5% ha invece prescritto farmaci non necessari e il 24,4% ha prescritto trattamenti non necessari. Il 26,2% ha escluso pazienti a rischio da alcuni trattamenti, al di là delle normali regole di prudenza e il 14% ha evitato procedure rischiose (diagnostiche o terapeutiche) su pazienti che avrebbero potuto trarne beneficio.

Infine il report riprende una recente indagine Agenas del 2014 effettuata su 1500 medici ospedalieri in cui si evidenzia come il 58% dei camici bianchi pratica medicina difensiva e per il 93% è destinata ad aumentare. Lo studio spiega anche il perché si fa medicina difensiva:

per il 31% è colpa della legislazione sfavorevole per il medico
per il 28% il rischio di essere citati in giudizio
per il 14% lo sbilanciamento del rapporto medico-paziente con eccessive richieste, pressioni e aspettative da parte del paziente e dei familiari.
La componente emotiva e la falsa sicurezza indotta dai comportamenti difensivi sono infatti tra i principali fattori che mantengono e potenziano il fenomeno. Secondo gli intervistati le soluzioni potenzialmente efficaci per ridurre il fenomeno sono per il 49% quello di attenersi alle evidenze scientifiche e per il 47% quello di riformare le norme che disciplinano la responsabilità professionale.

Ministero della Salute

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09-04-2015

Responsabilita degli insegnanti

In incidenti tra alunni la responsabilità dei docenti va provata nei fatti e non in via ipotetica, a stabilirlo la Corte dei Conti della Lombardia con la sentenza 41/2015 del 25 febbraio scorso.

Il fatto

In un incidente avvenuto nel 1986 il MIUR è stato condannato al risarcimento danni, pari ad oltre 37 mila euro, per un incidente tra bambini. Alluscita di scuola, alla fine delle lezioni in una scuola elementare, mentre gli alunni scendevano le scale, una bimba aveva spintonato un compagno facendolo cadere. Nella caduta il bambino si è fratturato i denti. Linsegnante che precedeva gli alunni nella discesa. Inizialmente il MIUR era stato condannato al risarcimento dei danni dal giudizio civile promosso dai genitori dellalunno leso, visto che lartico 2048 del codice civile stabilisce la responsabilità dei docenti. Il MIUR ha chiesto il risarcimento dei danni erariali alla docente che vigilava sulla classe nel momento dellincidente.

La Corte Costituzionale ha, però, stabilito che levento non era prevedibile e di certo non imputabile allinsegnante. Uno spintone tra ragazzi, infatti, è difficilmente evitabile secondo la Corte Costituzionale al punto che anche il miglior maestro del mondo con lo sguardo fisso sugli alunni non avrebbe potuto evitarla.

Pagamento del danno erariale

Se il MIUR è condannato a pagare il risarcimento dei danni subiti da uno studente in seguito ad un incidente avvenuto per omessa vigilanza dellinsegnante, questultimo può essere condannato al pagamento del danno erariale soltanto se la sua condotta viene qualificata come colpa grave. In un incidente non prevedibile e inevitabile, come quello che può derivare da uno spintone tra compagni, il docente non è tenuto al risarcimento del MIUR.

Nello specifico caso avvenuto nel 1986, la Corte dei Conti non ha ritenuto che potesse esistere un danno erariale poiché il comportamento dellinsegnante non può essere ritenuto di condotta grave. Per i giudici anche il miglior maestro che avesse fissato direttive persino minatorie sulle modalità di uscita, che fosse stato con lo sguardo proteso verso gli alunni e che fosse stato in cima alle scale e non a valle [] né un guizzo fisico della convenuta (anche a volerlo ritenere cinematograficamente possibile) avrebbe potuto impedire il fulmineo contatto fisico tra i due allievi, non essendoci prova alcuna agli atti di un preliminare attrito o diverbio tra i due alunni che la insegnante avrebbe potuto stroncare evitandone sviluppi fisici dannosi

di Patrizia Del Pidio
da Orizzonte Scuola.it

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02-04-2015

Chiudono gli ospedali psichiatrici giudiziari

E scaduto il 31 maggio il termine per la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, fissato dal decreto-legge n 211 del 22 dicembre 2011. Dal primo aprile, quindi, le misure di sicurezza del ricovero in Opg e dellassegnazione a casa di cura e custodia, saranno eseguite presso strutture residenziali socio-sanitarie denominate Residenze per lesecuzione della misura di sicurezza (Rems).

Sotto il monitoraggio dellOrganismo di coordinamento istituito presso il Ministero della Salute, quasi tutte le regioni hanno individuato e allestito le strutture che saranno disponibili entro il termine previsto: sono strutture definitive o in alcuni casi provvisorie, predisposte per garantire il rispetto della scadenza fissata dalla legge.

Alcune regioni completeranno tale percorso nelle prossime settimane: si tratta del Friuli Venezia Giulia, della Puglia, della Provincia autonoma di Trento e del Piemonte, che avrà la disponibilità di tali strutture solo fra qualche mese.

Per le regioni inadempienti, eventuali commissariamenti si moduleranno in relazione alle concrete caratteristiche delle diverse realtà.

Sarà il Dipartimento dellAmministrazione Penitenziaria, in collaborazione con lAutorità giudiziaria, con le Regioni e con le Province autonome, a provvedere ai trasferimenti presso le Rems dei soggetti destinatari delle misure di sicurezza.

In una lettera inviata nei giorni scorsi al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in merito alla chiusura degli Opg, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha segnalato lopportunità che la prosecuzione della positiva esperienza dellOrganismo di coordinamento del ministero della Salute possa essere sostenuta dalla istituzione, in ambito regionale, di analoghi meccanismi di raccordo delle competenze coinvolte e della cooperazione istituzionale, anche sollecitando il contributo delle competenti Autorità giudiziarie.

Fonte: Ministero della Giustizia tramite Quotidiano della Pubblica Amministrazione

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01-04-2015

Responsabilita infermiere del pronto soccorso addetto al triage

Cassazione Penale - Responsabilità dellinfermiere del pronto soccorso addetto al triage Risponde di omicidio colposo linfermiere del pronto soccorso addetto al triage (iniziale valutazione e attribuzione del codice e alla progressione numerica degli accessi alle cure) che pone in essere una condotta omissiva riguardo al monitoraggio delle variazioni delle condizioni del paziente, previsto dai protocolli di triage. (Sentenza n. 11601/15)
FATTO: . Il Tribunale di Milano dichiarava -----. e ----, entrambi infermieri addetti al triage presso il pronto soccorso della Clinica ----, responsabili del reato di omicidio colposo in danno di ---, deceduto per sindrome coronarica acuta. Il Tribunale disponeva, altresì, il risarcimento dei danni in favore delle costituite parti civili, alle quali attribuiva una somma a titolo di provvisionale. Alla --- era addebitato di aver assegnato al paziente un codice verde nonostante lamentasse dolore toracico atipico, di aver omesso di monitorare le variazioni delle condizioni del paziente ogni 30-60 minuti e di non avere segnalato all'infermiere che la sostituiva, al momento del passaggio di consegne, la presenza di un paziente con dolore toracico in sala di attesa.
Al secondo imputato era addebitato di non aver ripetuto il monitoraggio del paziente in sala di attesa ogni 30 - 60 minuti.In fatto era accaduto che il ---, soggetto di ---- anni senza precedenti clinici di rilievo, era stato accettato presso il Pronto Soccorso alle 18.43 con algia sternale. Sottoposto al triage (iniziale valutazione) da parte del personale infermieristico, gli veniva assegnato il codice verde ed era inviato in sala d'attesa, dove, seduto sulla sedia da circa sei ore, alle 00.30 si era accasciato improvvisamente per arresto cardiaco. Sottoposto ad angioplastica coronarica, era deceduto a seguito di progressive complicanze.
DIRITTO: La sentenza impugnata è, altresì, censurabile quanto alle conclusioni cui è giunta con riferimento all'inesigibilità della condotta degli infermieri (questione posta con i motivi sub 2 e 3 del ricorso del Procuratore Generale e 2 e 4 del ricorso della parte civile). La Corte territoriale, infatti, ha desunto l'impossibilità di rivalutazione della situazione del paziente, pur prevista dal protocollo ospedaliero, dalla esiguità del personale in servizio quel giorno, a fronte della situazione eccezionale, per il numero di persone giunte in pronto soccorso "tale da rendere effettivamente impossibile la rivalutazione di qualsiasi ---, delle persone presenti". Il suddetto giudizio ha tratto dalla prova documentale "---- rappresentata dall'elenco delle valutazioni di triage succedutesi senza soluzione di continuità, tra le quali casi di coma e infarti conclamati.
E ciò pur essendo messo in evidenza dalla sentenza di primo grado (pg 21- 22), che aveva proceduto all'analisi degli ingressi dei pazienti risultanti documentalmente, che "nè il prospetto riepilogativo o le cartelle, anche con riferimento ai pazienti presi in consegna alle ore 20.00, è indicativo di situazioni di tale gravità per numero e urgenza da aver ostacolato la normale routine del pronto soccorso" e che, specificamente, risultava che la paziente in coma era entrata in pronto soccorso solo alle 23.21, talchè una situazione di emergenza sarebbe al più prospettabile con riferimento alla situazione temporalmente connessa al turno di lavoro del secondo infermiere. Va
rilevato, inoltre, che l'affermazione dell'esonero da responsabilità per omessa
attuazione di una condotta doverosa ai fini della salvaguardia della vita umana avrebbe richiesto una compiuta analisi riguardo alla presenza di medici e infermieri in rapporto all'affluenza delle presenze in pronto soccorso, considerando non solo il personale ivi addetto, ma anche le disponibilità delle forze presenti nell'intero ospedale. Ed invero deve ritenersi che spetti al personale pronto soccorso allertare il personale dei reparti ove si verifichino situazioni di emergenza tali da determinare la compromissione grave della salute dei cittadini bisognosi di cure di primo intervento,
circostanza che in base alla compiuta valutazione delle risultanze probatorie non risulta emergere nella specie.

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03-09-2013

Gestori campi di calcetto responsabili per gli infortuni

Dopo la sentenza della Cassazione (sesta sezione civile) sarà più difficile per i proprietari/gestori di strutture sportive difendersi dalle richieste di risarcimento per gli incidenti subiti dagli utenti (...)

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30-08-2013

Cardiologia invasiva: pace maker per ultracentenario

La procedura di elettrofisiologia interventistica molto frequente in cardiologia invasiva è stata portata a termine, con successo, su un paziente di 101 anni.

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26-07-2013

Obbligo assicurazione professionale al fotofinish

Ad oggi è ancora valida la scadenza del 15 Agosto, per i professionisti, di assicurare la propria Responsabilità Civile connessa allo svolgimento della professione, in quanto non è stato approvato lemendamento al decreto cd. del fare che prorogava lobbligo di un altro anno.

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22-07-2013

Esclusione del tacito rinnovo alle polizze RC Auto

Polizza scaduta entro i 15 giorni
ART. 180 E 181 DEL C.D.S.
circolazione del veicolo con certificato e contrassegno scaduti.

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18-07-2013

Obbligo assicurazione professionale ancora prorogato

Scatterà il 15 agosto 2014, anzichè il 15 agosto 2013, lobbligo per tutti i professionisti di stipulare una polizza assicurativa che copra eventuali danni arrecati a terzi nellesercizio della propria attività.

La proroga di un anno è contenuta in un emendamento al ddl di conversione del Decreto del Fare (DL 69/2013) approvato ieri sera dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera.

Lobbligo di stipulare lassicurazione e di renderne noti al cliente gli estremi e il massimale, al momento dellassunzione dellincarico, sono stati introdotti dallarticolo 3, comma 5, lettera e) del DL 138/2011, convertito nella Legge 148/2011.

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